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Interventi di tipo farmacologico per smettere di fumare, prevenire le ricadute ed evitare l’aumento di peso successivo alla cessazione del fumo

Pubblicato giovedì 16 Febbraio 2017

14 revisioni valutano l’efficacia di vari interventi farmacologici, 12 utilizzati per smettere di fumare, uno ciascuno per ridurre i danni associati al fumo e l’aumento di peso dopo la cessazione.

La maggior parte degli interventi studiati si è dimostrata efficace, per pochi sulla base dei dati disponibili è impossibile trarre conclusioni circa l’utilità dell’intervento.

Interventi dimostratesi di qualche utilità
Trattamenti sostitutivi.
3 revisioni (Parsons 2009; Silagy 2008; Stead 2010) valutano l’efficacia della terapia sostitutiva con nicotina (NRT). La revisione di Silagy, che include 132 RCT, con più di 40.000 partecipanti, dimostra che tutte le forme commerciali disponibili di NRT (gomma, cerotto, spray nasale, inalatore e compresse) sono efficaci come parte di una strategia per promuovere la cessazione del fumo, esse aumentano da 1.5 a 2 volte la probabilità di smettere di fumare indipendentemente dal setting in cui si svolge l’intervento in studio. La revisione di Stead, 16 RCT inclusi, valuta l’efficacia dell’NRT nel ridurre i danni legati ad un uso continuativo di tabacco, evidenziando una diminuzione statisticamente significativa di più del 50% del numero giornaliero di sigarette fumate a breve, medio e lungo termine, 9 studi, 3429 partecipanti, RR 1.72 (IC95% da 1.41 a 2.10). La revisione di Parsons, considera l’efficacia della NRT per prevenire l’aumento di peso dopo la cessazione del fumo evidenziandone l’efficacia alla fine del trattamento, 6 studi, 774 partecipanti, MD -1.11 (95% IC da -1.47 a -0.76) ma non ai follow up a 6 e 12 mesi.

Trattamenti con agonisti parziali della nicotina. 1 revisione (Cahill 2008), 7 RCT inclusi, considera l’efficacia della vareniclina dimostrando che essa è efficace per smettere di fumare sia se confrontata col placebo, 6 studi, 2582 partecipanti, RR 2.33 (95%IC da 1.95 a 2.80) che con il bupropione, 3 studi, 1622 partecipanti RR 1.52 (95%IC da 1.22 a 1.88). L’effetto collaterale riscontrato è una modesta nausea.

Antagonisti della nicotina. Una revisione (Lancaster 2007) valuta l’efficacia della mecamilamina, i risultati dei 2 studi inclusi, 128 partecipanti, suggeriscono che la combinazione mecamilamina+nicotina potrebbe essere migliore della nicotina da sola nel promuovere la cessazione del fumo: astinenti ad un anno 37.5% verso 4.2%.

Antidepressivi. 1 revisione (Hughes 2009), 66 RCT inclusi, dimostra che gli antidepressivi efficaci per la cessazione del fumo sono il bupropione, 36 studi, 11440 partecipanti RR 1.69 (IC95% da 1.53 a 1.85) e nortriptilina, 6 studi, 975 partecipanti RR 2.03 (IC95% da 1.48 a 2.78), mentre gli inibitori del reuptake della serotonina (come ad esempio la fluoxetina) non lo sono. L’ azione del bupropione e della nortriptilina sembra essere indipendente dal loro effetto antidepressivo ed essi hanno un efficacia simile a quella della terapia sostitutiva con nicotina. Gli eventi avversi per entrambi questi farmaci sono raramente seri o tali da interrompere il trattamento. Una seconda revisione (Tsoi 2010), 21 RCT inclusi, dimostra che il bupropione aumentano, sebbene in modo non statisticamente significativo, il tasso di astinenti nei fumatori affetti da schizofrenia senza provocare effetti negativi sullo stato mentale di queste persone. Il bupropione può inoltre ridurre il numero di sigarette fumate. Entrambe le revisioni includono numerose meta analisi, vedi relative tabelle in Appendice.

Antagonisti dei recettori dei cannabinoidi di tipo 1 (Rimonabant). 1 revisione (Cahill 2007), 3 studi inclusi, evidenzia l’efficacia del rimonabant 20 mg nell’aumentare il numero di persone che smettono di fumare, 2 studi, 1049 partecipanti, RR 1.50 (95%IC da 1.10 a 2.05). Sono stati rilevati effetti collaterali quali infezioni del tratto respiratorio superiore, nausea e aumento di peso; il rischio di eventi avversi gravi è basso, tuttavia nell’ottobre 2008 il farmaco è stato ritirato dal commercio in Europa a causa di disturbi mentali causati dal suo uso. E’ impossibile trarre conclusioni definitive sull’efficacia dell’intervento poiché i dati provengono da pochi studi.

Clonidina. 1 revisione (Gourlay 2008) con 6 RCT inclusi, dimostra che la clonidina è efficace per smettere di fumare, 6 studi, 776 partecipanti, RR 1.63 (95%IC da 1.22 a 2.18) ma i risultati provengono da trial di piccole dimensioni e con alto rischio di bias; inoltre gli effetti collaterali limitano il suo utilizzo.

Interventi per cui non è possibile trarre conclusioni circa l’utilità
Ansiolitici.
1 revisione (Hughes 2009), 6 RCT inclusi, due studi sul buspirone e uno studio ciascuno per diazepam, meprobamato, metoprololo e oxprenololo, tutti confrontati col placebo. Inoltre un confronto tra buspirone e placebo. Nessuno studio/confronto mostrava differenze statisticamente significative in favore degli ansiolitici.

Antagonisti degli oppiacei. 1 revisione (David 2009), 28 RCT inclusi, conclude che è impossibile trarre conclusioni definitive sull’efficacia degli antagonisti degli oppiacei per smettere di fumare. Gli intervalli di confidenza dei pochi studi per cui è stato possibile effettuare una sintesi statistica dei risultati, sono compatibili sia con risultati in favore che con possibili effetti negativi del trattamento.

Lobeline. 1 revisione (Stead 1997), nessuno studio incluso.

Acetato d’argento. 1 revisione (Lancaster 2009, 3 RCT inclusi).

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