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L’alcol ai tempi della pandemia

Durante i primi mesi della pandemia di Covid-19 sono state rilevate diminuzioni significative del consumo medio di alcol in tutti i paesi, ad eccezione dell’Irlanda e del Regno Unito. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Addiction.

Per l’indagine sono state raccolte informazioni da quasi 31.964 consumatori adulti di alcol in tutta Europa da fine aprile a fine luglio 2020. Agli intervistati è stato chiesto se la frequenza di occasioni di consumo, la quantità di alcol consumata nell’occasione e la frequenza del consumo episodico eccessivo erano cambiate nell’ultimo mese. Agli intervistati è chiesto anche il consumo di alcol pre-pandemia nell’ultimo anno, il reddito familiare netto mensile pre-pandemia e se gli intervistati avevano avuto difficoltà finanziarie o di altro tipo legate alla pandemia.

Reddito e alcol
Le persone con redditi elevati hanno riportato le maggiori riduzioni del consumo di alcol, ma il fenomeno non era generalizzato. I cambiamenti sembravano dipendere dall’aver sperimentato difficoltà finanziarie: gli intervistati con reddito elevato e senza difficoltà finanziarie erano il gruppo più propenso a segnalare riduzioni del consumo, al contrario quelli con reddito elevato che avevano avuto difficoltà finanziarie tendevano a segnalare una riduzione dei consumi minore. Invece i cambiamenti nel bere tra gli intervistati a basso reddito sembravano essere indipendenti dalle difficoltà finanziarie.

Disagio psicologico e alcol
Un intervistato su cinque ha riportato livelli sostanziali o elevati di difficoltà finanziarie legate alla pandemia e più della metà ha riferito di aver avuto difficoltà a causa di cambiamenti nella propria vita quotidiana. Coloro che hanno riferito sensazioni di angoscia avevano meno probabilità di diminuire il consumo di alcol rispetto a quelli che non hanno riferito angoscia.

I dati per nazione
Il numero di partecipanti per paese (21 paesi in tutto) variava da 349 in Albania a 15.686 in Norvegia. In media è stata riportata una diminuzione dei consumi in quasi tutti i paesi-0,14 (IC95% = -0,18, -0,10).

Le uniche eccezioni sono state l’Irlanda (-0,08, IC 95% = -0,17, 0,01), dove diminuzioni e aumenti si sono pareggiati, e il Regno Unito (+0,10, IC 95% = 0,03, 0,17), dove è stato segnalato un aumento del consumo complessivo di alcol. La maggior parte della riduzione è derivata dalla diminuzione del numero di episodi di consumo eccessivo episodico (il cosiddetto binge drinking).

Le maggiori diminuzioni medie sono state riscontrate in Albania, Finlandia, Grecia, Italia, Slovacchia e Spagna.

Per approfondire
È stata da poco pubblicata un’indagine OECD sulla sicurezza dei lavoratori in tempi di Covid-19 che prende in considerazione anche il tema alcol e che fornisce dati e spunti interessanti.

Fonte
Kilian C et al.; and the European Study Group on Alcohol Use and COVID-19. Alcohol consumption during the COVID-19 pandemic in Europe: a large-scale cross-sectional study in 21 countries. Addiction 2021; https://doi.org/10.1111/add.15530

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