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The Lancet Commission, ovvero cosa è andato storto durante la pandemia di covid-19

La Lancet Commission ha chiesto una sostanziale opera di riforma dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e della politica sanitaria globale dopo la tragedia di oltre 17 milioni di persone in tutto il mondo a causa della pandemia di covid-19.

Questo sbalorditivo bilancio delle vittime è sia un dramma sia un enorme fallimento globale a più livelli”, recita il rapporto di 58 pagine pubblicato su The Lancet, risultato di 2 anni di collaborazione tra 11 task force a livello mondiale, 100 consulenti e 28 esperti internazionali di politiche pubbliche, governance, epidemiologia, vaccinologia, economia, finanza internazionale, sostenibilità e salute mentale.

La Commissione ha raccomandato che l’OMS “sia trasformata e sostenuta da un sostanziale aumento dei finanziamenti”, nonché “investimenti maggiori e più efficaci sia per la preparazione alla pandemia che per i sistemi sanitari nei paesi in via di sviluppo, con particolare attenzione alle cure primarie, ottenendo una copertura sanitaria universale e più in generale il controllo delle malattie”.

Inoltre, i capi di Stato di ciascuna area devono essere chiamati a prendere decisioni e deve essere redatto un nuovo accordo globale sulla pandemia, suggerisce la Commissione.

“Dobbiamo affrontare verità dure: troppi governi non hanno aderito alle norme di base di razionalità istituzionale e trasparenza; troppe persone hanno protestato contro le precauzioni di base per la salute pubblica, spesso influenzate dalla disinformazione; e troppe nazioni non sono riuscite a promuovere la collaborazione globale per controllare la pandemia”, spiega il presidente della Commissione Jeffrey Sachs, Columbia University di New York City.

Per affrontare la pandemia di covid-19 è fondamentale stabilire una strategia vaccinale globale più in armonia con la salute pubblica e misure finanziarie per controllare il contagio, osserva il rapporto. Inoltre, è necessario trovare l’origine del virus SARS-CoV-2, che richiederà “un lavoro imparziale, indipendente, trasparente e rigoroso da parte di team internazionali in virologia, epidemiologia, bioinformatica e altri campi correlati”.

“Più velocemente il mondo può agire per vaccinare tutti e fornire supporto sociale ed economico, migliori sono le prospettive per uscire dall’emergenza pandemica e raggiungere una ripresa economica duratura”, spiega Salim S. Abdool Karim.

La coautrice María Fernanda Espinosa dell’Accademia Robert Bosch di Berlino ha constatato che “a oltre un anno e mezzo da quando è stato somministrato il primo vaccino COVID-19, l’equità a livello globale nella diffusione delle vaccinazioni non è stata raggiunta”. Nei paesi ad alto reddito, tre persone su quattro sono state completamente vaccinate, ma nei paesi a basso reddito soltanto una su sette. “Tutti i paesi rimangono sempre più vulnerabili ai nuovi focolai di covid-19 e alle future pandemie se non condividiamo i brevetti e la tecnologia dei vaccini con i produttori di vaccini nei paesi meno ricchi e non rafforziamo iniziative multilaterali che mirano a rafforzare l’equità a livello globale dei vaccini”.

I sistemi sanitari pubblici disallineati e la scarsa qualità della risposta delle politiche pubbliche negli Stati Uniti e in Europa hanno portato a circa 4000 decessi per milione, “la più alta tra tutte le regioni dell’OMS”, ha scritto la Commissione.

Alcuni fallimenti nelle risposte nazionali includevano:

  • Mancanza di politiche pubbliche per affrontare l’impatti iniquo sulle comunità vulnerabili, compresi donne, bambini e lavoratori nei paesi a basso e medio reddito.
  • Disinformazione sui social media che ha aumentato le disuguaglianze.
  • Sostanziale opposizione della popolazione alle normali misure sanitarie e sociali.
  • Incapacità di attingere alle scienze comportamentali e sociali per incoraggiare i cambiamenti nelle persone.

D’altra parte, i paesi del Pacifico occidentale, compresi l’Asia orientale e l’Oceania, hanno fatto molto meglio. Si parla in questo caso di 300 morti cumulative per milione, il risultato di “strategie di contenimento relativamente riuscite”, osserva il rapporto.

La Commissione ha comunque sottolineato che “la risposta al covid-19 ha mostrato il meglio di sé in diversi aspetti della cooperazione internazionale: partenariati pubblico-privato per sviluppare più vaccini in tempi record; azioni dei paesi ad alto reddito per sostenere finanziariamente famiglie e imprese; ed finanziamento d’emergenza del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale”.

Secondo Sachs, “abbiamo le capacità scientifiche e le risorse economiche” per raggiungere gli obiettivi della Commissione, “ma una ripresa resiliente e sostenibile dipende dal rafforzamento della cooperazione multilaterale, dal finanziamento, dalla biosicurezza e dalla solidarietà internazionale con i paesi e le persone più vulnerabili”.

Fonte
Sachs JD et al. The Lancet Commission on lessons for the future from the COVID-19 pandemic. The Lancet. September 14, 2022.

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