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BAL Talk 38 | Camici e lettori

Tra la lettura e chi lavora in ambito sanitario esiste storicamente un rapporto complesso. Da una parte si tratta di professioni che richiedono un impegno molto intenso, spesso totalizzante, che lasciano poco spazio alla vita privata e alle distrazioni col risultato che medici e infermieri non sempre riescono a dedicarsi alle letture professionali, figurarsi a romanzi o saggi per il puro piacere personale. Dall’altra la lettura, per chi riesce a ritagliarsi i tempi necessari a un’attività eminentemente lenta, rappresenta lo strumento ideale sia per dosare l’aggiornamento professionale sia per entrare in contatto con altre dimensioni dell’esistenza che altrimenti sarebbero sacrificate sull’altare del lavoro. Senza contare la relazione privilegiata che c’è tra il mondo della medicina e la letteratura, per le ambientazioni e i personaggi, ma anche per il fatto che alcuni grandi autori erano di formazione medica, da Anton Cechov ad Arthur Conan Doyle, per citare soltanto i più celebri. In questa BAL Talk abbiamo provato a esplorare la relazione complicata tra libri, lettori, scrittori, quasi lettori e non lettori con l’aiuto di chi della scrittura, della lettura e del libro ha fatto la sua professione. Il tutto condito da un benaugurale scambio di libri tra i partecipanti. 

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