La malattia è spesso vista come un fatto privato, ma in realtà è un evento profondamente sociale, che ci connette attraverso una rete di relazioni, esperienze e paure condivise. Niente è più sociale della malattia e della cura che l’accompagna. Gesti e bisogni di cura ci legano gli uni agli altri, permettendoci di empatizzare. Tutti siamo immersi in gesti di cura costanti, per noi stessi, per i nostri figli, per gli amici o per la nostra casa. La cura è un elemento primordiale che definisce l’umanità, un comportamento spontaneo e atavico. Prendendo spunto dal libro “Sulla soglia” di Nicola Draoli e Giulia Fanetti (Il Pensiero Scientifico Editore), un infermiere e un’assistente sociale, entrambi impegnati nella relazione d’aiuto, la BAL Talk si è soffermata sul ruolo della cura e sui concetti di comunità e solidarietà. Nel corso della vita, tutti noi rimaniamo costantemente sulla “soglia”, affacciandoci, cercando, indagando, a volte entrando e a volte fuggendo. La soglia ci permette di guardare oltre rimanendo integri, di cambiare destinazione e di interrogarci senza sosta. Ci permette cioè di esercitare la nostra capacità più potente: quella di compiere scelte.
