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Acido folico per tutte?

Pubblicato mercoledì 9 Dicembre 2015

La prevalenza di difetti del tubo neurale in Europa negli ultimi 20 anni non è diminuita. Questo il risultato di un’analisi condotta su dati relativi a 28 registri europei pubblicata sul BMJ.

Cosa si sa sull’argomento
L’integrazione con acido folico nel periodo periconcezionale riduce il rischio di difetti del tubo neurale (NTD): le donne che programmano una gravidanza o che semplicemente sono in fase riproduttiva e non applicano misure anticoncezionali dovrebbero assumere acido folico giornalmente, sia tramite la dieta che con integratori. Anche se esistono a livello europeo diverse raccomandazioni sull’integrazione con acido folico, ci sono ancora considerevoli barriere alla loro implementazione. Dove invece la fortificazione degli alimenti con acido folico è obbligatoria (come si è fatto negli Stati Uniti, per esempio), si sono ottenuti ottimi risultati nella diminuzione della prevalenza di NTD.

Lo studio
È uno studio osservazionale basato sulla popolazione su dati relativi a 11.353 casi di NTD (non associati ad anomale cromosomiche), tra i quali 4162 casi di anencefalia a 5776 casi di spina bifida, ricavati da 28 registri EUROCAT (European Surveillance of Congenital Anomalies). I dati coprono circa 12.5 milioni di nascite in 18 paesi, dal 1991 al 2011. Gli esiti principali rilevati sono stati: prevalenza di NTD (totale e sui nati sani), anencefalia e spina bifida. La prevalenza di NTD durante il periodo di tempo preso in esame è stata di 9.1 casi per 10000 nascite, e tra il 1991 e il 2011 non si è registrato alcun calo. È diminuita tuttavia la prevalenza di NTD nei nati vivi, specialmente per quanto riguarda l’anencefalia.

“Andrebbero varate misure che impongano la fortificazione obbligatoria degli alimenti”, sostengono gli autori dello studio, in quanto “tali misure potrebbero essere degli strumenti importanti e più efficaci per prevenire difetti del tubo neurale in Europa”.

Sul sito EUROCAT sono disponibili i dati di alcuni registri italiani, dove è possibile confrontare i dati di prevalenza del 2008 con quelli del 2012. In Emilia Romagna si passa da 5.66 del 2008 a 5.33 del 2012 su 10000 nati vivi; in Toscana da 5.46 nel 2008 a 6.00 del 2012. I dati relativi al periodo 1991-2011, riportati sull’articolo del BMJ, sono stati rispettivamente 5.33 (Emilia Romagna) e 5.60 (Toscana). Se, anche per quanto riguarda l’Italia, non si sono registrati cambiamenti di rilievo nell’arco del tempo , va evidenziato che nel nostro paese, rispetto alle altre nazioni europee, la prevalenza è tra le più basse: uno dei tanti vantaggi legati alla nostra dieta mediterranea, ricca di acido folico, presente soprattutto in legumi e verdure a foglia larga e frutta, “ma è necessaria una supplementazione, tramite pasticche che si possono trovare in farmacia”, ha spiegato Paolo Salerno, ricercatore del Centro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), in occasione dell’incontro ‘Stili di vita, corretta alimentazione in gravidanza e prevenzione delle patologie congenite’ organizzato a Expo dal Ministero della Salute.

Fonti
Khoshnood B, Loane M, de Walle H et al. Long term trends in prevalence of neural tube defects in Europe: population based study. BMJ 2015;351:h5949
Mills JL, Dimopoulos A. Folic acid fortification for Europe? BMJ 2015;351:h6198
EUROCAT: A5 – Neural Tube Defects (per 10,000 births) for the following registries: All Registries, from 2008 – 2012

Dal portale di epidemiologia EpiCentro
Ogni giorno, una donna in età fertile che preveda o perlomeno non escluda una gravidanza, dovrebbe assumere una pastiglia contenente 0,4 mg di acido folico. In alternativa, è possibile assumere una pastiglia da 0,5 mg ogni secondo giorno. Gli integratori di acido folico sono in vendita in tutte le farmacie e possono facilmente essere acquistati dietro presentazione di ricetta medica. E’ importante attenersi alle quantità indicate, perché un eccesso di vitamine (soprattutto se si assumono i complessi multivitaminici) può causare altri danni (un eccesso di vitamina A può dare luogo ad altri difetti di nascita, e la dose giornaliera consigliata è di 3000 UI). Sembra invece superato il problema per cui un eccesso di acido folico può mascherare una carenza di vitamina B12 che comporta una forma rara di anemia: sono infatti disponibili altri test che permettono di valutare rapidamente i livelli di B12 indipendentemente dalla presenza di folati.

Nonostante la dose raccomandata sia di 0,4 mg di acido folico al giorno, uno studio pubblicato su The Lancet nel 2001 stima che un aumento di questa dose fino a 5 mg al giorno avrebbe effetti anche più incisivi nella riduzione del rischio di DTN.

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One thought on “Acido folico per tutte?”

  1. Michele Grandolfo ha detto:

    Lo stravolgimento dell’informazione “scientifica” per sostenere pratiche autoritarie che assumono la popolazione come ciurma è insopportabile. L’effetto della fortificazione obbligatoria negli USA dimostra come controprova che una dieta sostanzialmente priva di alimenti ricchi di folati aumenta il rischio di prevalenza di difetti congeniti relativi al tubo neurale. Non c’è evidenza significativa di effetto della fortificazione in caso di comunità con alimentazione ricca di folati, anche perché in tali realtà la prevalenza di difetti è nettamente inferiore. Inoltre, le indagini che ho condotto dimostrano in modo incontrovertibile che l’assunzione di acido Folico in periodo periconcezionale dipende dalla qualità dell’informazione tanto che nel nostro paese si è passati da una prevalenza di assunzione del 4% nei primi anni 2000 al 25-30% agli inizi del decennio successivo, grazie al l’intensa attività svolta dal Centro Nazionale Malattie Rare dell’ISS. E le mie indagini confermano l’importanza dell’informazione e della sua qualità dimostrando che le donne pluripare assumono meno acido Folico nel periodo corretto perché non ricevono al riguardo l’informazione da chi ha prescritto l’acido Folico nella gravidanza precedente. Infatti se informate assumono acido Folico in percentuale molto maggiore delle primipare. A smontare la legittimità del paternalismo direttivo sta il risultato che le donne meno istruite ricevono di meno l’informazione ma se la ricevono si comportano come quelle più istruite informate. I miei studi la cui qualità si può verificare leggendo le pubblicazioni ( digitare su Google: Lauria Folic acid) mostrano anche un’alta prevalenza di gravidanze programmate e una maggiore assunzione di alimenti ricchi di folati in previsione e durante la gravidanza, come, se fumano prima, nel 70% dei casi smette di fumare e chi seguita nel 70% riduce il numero di sigarette fumate. Si deve investire sulla promozione della salute a partire dalle scuole e in ogni occasione ( per esempio al primo pap test di screening, meno de 10% a quell’eta’ ha già partorito) perché le donne acquisiscano maggiore capacità di controllo autonomo sul proprio stato con influenza su quello dei suoi cari. Il paternalismo direttivo oltre che odiosa espressione di potere nel controllo dei corpi (biopotere) è anche fallimentare alla lunga. Dei bolscevichi non ne vogliamo più sentire parlare che siano rivoluzionari o reazionari come quelli dei tempi attuali. Per una riflessione sullo stato delle cose invito a leggere il mio articolo sulla Public Health Literacy pubblicato su Evidence, la rivista del GIMBE (digitate su Google: grandolfo Public Health Literacy e avrete in linea l’articolo)

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