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Alcol e cirrosi: il ruolo delle abitudini di consumo

Pubblicato venerdì 18 Gennaio 2019

Uno studio pubblicato online su Lancet Public Health ha esaminato il rischio di cirrosi epatica nelle donne rispetto al fatto che il consumo di alcol avvenga o meno durante i pasti e al numero di giorni alla settimana in cui si verifica.

Lo studio
Lo studio prospettico Million Women Study ha coinvolto 401.806 donne con un’età media di 60 anni senza precedente cirrosi o epatite (una donna su quattro nata nel Regno Unito tra il 1935 e il 1950) che sono state seguite per 15 anni (a partire dal 2001) dopo aver riferito di bere almeno una bevanda alcolica a settimana. Dal punto di vista metodologico l’analisi di regressione di Cox ha prodotto rischi relativi aggiustati (RR) per la cirrosi che è stata identificata al follow-up attraverso un record linkage con il sistema informativo dei ricoveri ospedalieri e i registri di mortalità.

Tra le 401 806 donne seguite nello studio, 71649 (18%) hanno dichiarato di consumare almeno 2 bevande a settimana, 149523 (37%) hanno riportato un consumo da 3 a 6 bevande, 142762 (36%) da sette a 14 bevande, e 37872 (9%) più di 15 bevande alcoliche a settimana.

Non sorprendentemente, i risultati hanno mostrato che l’incidenza della cirrosi aumentava con la quantità di alcol consumato, in particolare i ricercatori hanno anche scoperto che l’incidenza era più bassa tra chi di solito beveva alcolici ai pasti (RR 0,69; IC 95% da 0,62 a 0,77, consumo di bevande escluso vino RR=0,72 IC95% da 0,63 a 0,82). Infine, tra le donne che consumavano sette o più bevande alcoliche a settimana, il rischio di cirrosi aumentava di più con il consumo quotidiano rispetto a un consumo meno frequente (RR 1,61; IC 95% da 1,40 a 1,85): per una data quantità di alcol consumata, il consumo giornaliero insieme a quello lontano dai pasti era associato a più del doppio di incidenza di cirrosi.

Questi i risultati, ma i meccanismi alla base delle associazioni non sono chiari e lasciano spazio alle ipotesi. Non bere ogni giorno potrebbe consentire al fegato di recuperare dopo ogni episodio di consumo. Lo svuotamento gastrico ritardato dalla presenza del cibo potrebbe portare a un assorbimento intestinale più lento dell’alcol e quindi a diminuirne la concentrazione plasmatica. Ma c’è bisogno di ulteriori studi per venirne a capo.

I più e i meno
Le grandi dimensioni dello studio, il disegno prospettico e l’esame approfondito delle associazioni con diversi modelli di consumo di alcol offrono elementi che gli studi precedenti sul tema non sono stati in grado di fornire.  Per quanto riguarda i limiti invece, quelli più evidenti sono rappresentati dall’assenza di uomini nel campione e dalla mancanza di informazioni sulle abitudini di consumo dei soggetti più giovani.  Per ultimo, la coorte includeva pochi bevitori forti, quindi non è stato valutato l’effetto dei modelli di consumo eccessivo di bevande alcoliche.

Fonte
Simpson RF et al. Alcohol drinking patterns and liver cirrhosis risk: analysis of the prospective UK Million Women Study. Lancet Public Health 2018; (published online Nov 21.)

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