Il BMJ ha pubblicato una metanalisi che confronta l’efficacia e l’accettabilità della monoterapia orale con quella delle sostanze allucinogene nel caso dei sintomi depressivi.
La psilocibina, l’ayahuasca, la dietilamide dell’acido lisergico (LSD) e la metilenediossimetanfetamina (MDMA) hanno dimostrato in passato di avere un potenziale ruolo per il trattamento della depressione favorendo la neuroplasticità. Ma ad oggi soltanto uno studio in doppio cieco ha confrontato la psilocibina con l’escitalopram, mostrando la psilocibina come più efficace.
Fino a ottobre 2023 allo scopo è stata condotta una ricerca completa in Medline, Embase, Cochrane Central Register of Controlled Trials (CENTRAL), PsycINFO, ClinicalTrial.gov e nella piattaforma International Clinical Trials Registry dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Sono stati inclusi nell’analisi studi clinici randomizzati controllati (RCT) che hanno coinvolto adulti con diagnosi clinica di depressione o sintomi depressivi correlati a condizioni potenzialmente fatali. Gli studi ammissibili riguardavano monoterapia orale con psichedelici, tra cui psilocibina, MDMA, LSD, ayahuasca o escitalopram, senza uso concomitante di antidepressivi.
L’esito primario era il cambiamento nei sintomi depressivi misurato da scale validate, come la Hamilton Depression Rating Scale a 17 item (HAMD-17). Gli esiti secondari includevano l’interruzione per tutte le cause e gli eventi avversi gravi.
Sono stati identificati in tutto 3104 studi, per poi escluderne, dopo aver esaminato titoli e abstract, prima 3062, poi altri 26 per motivi vari. Infine, 3 studi sono stati identificati attraverso una ricerca manuale per arrivare a un totale finale di 19 studi.
Le prove con sostanze psichedeliche, nel loro insieme, riguardavano 811 partecipanti con un’età media di 42,5 anni, il 54,2% dei quali erano donne. In cura con escitalopram c’erano 1968 partecipanti, età media 39,4 anni, 62,5% donne.
La metanalisi ha rivelato che la maggior parte degli interventi basati su sostanze allucinogene, ad eccezione delle dosi estremamente basse di MDMA, ha mostrato una differenza media che ha superato la differenza minima di tre punti sulla scala HAMD-17 rispetto al placebo. La psilocibina ad alto dosaggio è stata associata a una dimensione dell’effetto più significativa rispetto sia all’escitalopram che al placebo negli studi sugli antidepressivi. Tuttavia la dimensione dell’effetto della psilocibina ad alto dosaggio è diminuita quando negli studi sugli antidepressivi è stato utilizzato come riferimento il placebo.
Considerando solo pazienti con disturbo depressivo maggiore, l’analisi di sensibilità ha confermato la superiorità della psilocibina ad alto dosaggio e dell’ayahuasca rispetto al placebo negli studi sugli antidepressivi. Gli effetti relativi di questi interventi hanno superato una differenza media di tre e i loro intervalli di credibilità non hanno superato lo zero. Altre analisi di sensibilità, tra cui aggiustamenti per la gravità della depressione basale ed esclusione di studi di bias ad alto rischio, hanno supportato questi risultati.
Nessun intervento con allucinogeni è stato associato a rischi più elevati di interruzione per tutte le cause o gravi eventi avversi rispetto al placebo.
Nel complesso i risultati suggeriscono che la psilocibina ad alto dosaggio potrebbe avere un’efficacia simile agli antidepressivi tradizionali, in particolare se associata a un supporto psicoterapeutico.
Fonte
Hsu TW et al. Comparative oral monotherapy of psilocybin, lysergic acid diethylamide, 3,4-methylenedioxymethamphetamine, ayahuasca, and escitalopram for depressive symptoms: systematic review and Bayesian network meta-analysis. BMJ 2024;386:e078607.