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Antibiotici ai bambini con la febbre: spesso inutili e prescritti male

Pubblicato venerdì 11 Settembre 2020

In Europa c’è un’ampia variabilità nelle prescrizioni di antibiotici (e di antibiotici ad ampio spettro in particolare) nei bambini che si presentano con febbre al pronto soccorso. Nel complesso, comunque, circa un terzo delle prescrizioni si rivelano inappropriate o senza esito, anche in questo caso con grandi differenze tra un pronto soccorso e l’altro. Questi i risultati dello studio MOFICHE (Management and Outcome of Fever in Children in Europe) pubblicato su PLOS Medicine

Storicamente i tassi di prescrizione di antibiotici in pronto soccorso quando si presenta un bambino con febbre sono elevati. Una situazione che contribuisce sicuramente ad alimentare l’annosa questione dello sviluppo di batteri resistenti. Quindi una comprensione migliore della variabilità delle prescrizioni di antibiotici e il suo rapporto con le malattie virali o batteriche è essenziale per attuare interventi di per ottimizzarne l’uso.

Nell’ambito del progetto PERFORM (Personalized Risk assessment in Febrile disease to Optimize Real-life Management across the European Union), lo studio MOFICHE (Management and Outcome of Fever in Children in Europe) si è occupato proprio di indagare sulla variabilità e l’adeguatezza della prescrizione di antibiotici nei bambini con febbre in pronto soccorso in Europa.

Lo studio
I dati raccolti (tra gennaio 2017 e aprile 2018) dallo studio prospettico riguardano bambini e ragazzi tra 0 e 18 anni che si sono presentati in 12 diversi pronto soccorso in 8 paesi europei (Austria, Germania, Grecia, Lettonia, Paesi Bassi [n=3], Spagna, Slovenia, Regno Unito [n = 3]).

I risultati principali presentati dalla ricerca sono stati il tasso di prescrizione di antibiotici; la percentuale di antibiotici ad ampio spettro sul totale; la proporzione di antibiotici con indicazione appropriata (presunta infezione batterica), indicazione inappropriata (presunta infezione virale) o indicazione senza esito (batterica/virale, sconosciuta o altro); la proporzione di antibiotici orali di durata inappropriata; la proporzione di antibiotici prescritti secondo le linee guida nelle UTIC e nelle RTI non complicate.

Su 35.650 bambini (età media 2,8 anni, 55% maschi), il tasso complessivo di prescrizione di antibiotici è stato del 31,9% (intervallo tra PS: 22,4-41,6%) e, tra queste prescrizioni, il tasso di prescrizione di antibiotici ad ampio spettro era 52,1 % (intervallo tra PS: 33,0% -90,3%). In tutti i bambini con febbre le prescrizioni di antibiotici erano appropriate nel 65,0% dei casi, inappropriate nel 12,5% (intervallo tra PS: 0,6-29,3%) e inconcludenti nel 22,5% (intervallo tra PS: 0,4-60,8%). Le prescrizioni di antibiotici orali erano di durata inappropriata nel 20% dei casi (intervallo tra PS: 4,4-59,0%), non erano concordanti con le linee guida nel 22,3% (intervallo tra PS: 11,8-47,3%) delle prescrizioni in RTI non complicate e nel 45,1% (intervallo tra PS: 11,1-100%) delle UTIC non complicate.

Il punto
Fino a quando non saranno disponibili diagnosi migliori per distinguere con un certo grado di accuratezza tra eziologie batteriche e virali, sarà inevitabilmente necessaria l’attuazione di linee guida sulla gestione antimicrobica in tutta Europa per limitare il fenomeno della resistenza; d’altra parte nuovi biomarcatori potranno ulteriormente la qualità delle prescrizioni.

Fonte
Hagedoorn NN. Variation in antibiotic prescription rates in febrile children presenting to emergency departments across Europe (MOFICHE): a multicentre observational study. PLoS Med 2020;17(8):e1003208.

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