L’estensione della durata del trattamento antibiotico oltre i 3-7 giorni non comporta un aumento degli esiti avversi negli anziani che vivono in comunità rispetto ai cicli più brevi. Questi i risultati di uno studio guidato da Bradley J. Langford del Public Health Ontario e della Dalla Lana School of Public Health dell’Università di Toronto.
Lo ricerca retrospettiva di coorte, apparsa sulla rivista Clinical Infectious Diseases, ha incluso 117.682 pazienti ambulatoriali (età compresa tra i 66 e i 110 anni) che hanno ricevuto prescrizioni di antibiotici di uso comune – amoxicillina, cefalessina o ciprofloxacina – da 3.868 diversi prescrittori. Gli autori hanno verificato se una durata del trattamento più lunga (8-14 giorni) fosse associata a un rischio più elevato di danni correlati agli antibiotici rispetto a una durata del trattamento più breve (3-7 giorni).
Per minimizzare le potenziali distorsioni dovute alle abitudini di prescrizione dei singoli medici, lo studio ha utilizzato un’analisi a variabili strumentali che teneva conto delle preferenze dei prescrittori per cicli di antibiotici più lunghi. L’esito primario misurato è stato un composito di danni associati agli antibiotici, tra cui eventi avversi entro 21 giorni, infezioni da Clostridioides difficile entro 90 giorni e nuova resistenza agli antibiotici entro 90 giorni. Gli esiti secondari hanno incluso anche altri indicatori di sicurezza come le prescrizioni ripetute di antibiotici, i ricoveri in ospedale o le visite al pronto soccorso e la mortalità a 30 giorni.
Di fatto, i risultati non hanno evidenziato differenze significative tra cicli più lunghi e più brevi per nessuno degli antibiotici esaminati, suggerendo che, negli anziani che vivono in comunità e che sono a minor rischio di danni associati agli antibiotici, la durata della terapia può avere un impatto trascurabile sugli esiti del paziente. Un’evidenza che potrebbe avere importanti implicazioni per la gestione degli antibiotici, supportando potenzialmente l’adozione di cicli più brevi, laddove appropriato, per contribuire a mitigare rischi come la resistenza agli antibiotici e l’esposizione non necessaria agli effetti collaterali dei farmaci.
Fonte
Langford BJ et al. Evaluating harms associated with prolonged antibiotic duration of therapy in community-dwelling older adults: a cohort study using instrumental variable analysis. Clinical Infectious Diseases 2024;ciae629.