La Commissione Regionale del Farmaco lancia uno strumento innovativo mutuato dalle strategie aziendali per contrastare l’antibiotico-resistenza e supportare i medici di base, partendo dal caso emblematico dell’azitromicina.
Con le schede SWOT la lotta all’uso improprio dei farmaci nella Regione Lazio si arricchisce di un nuovo, strategico strumento. Su iniziativa della Commissione Regionale del Farmaco (Co.Re.Fa.), è stato introdotto questo modello di analisi, tradizionalmente utilizzato nella pianificazione aziendale, per supportare gli operatori sanitari nelle decisioni terapeutiche. L’obiettivo è fornire ai medici un quadro sintetico ma estremamente preciso che riassuma punti di forza (Strengths), le debolezze (Weaknesses), le opportunità (Opportunities) e le minacce (Threats) legate a specifici medicinali, facilitando così una prescrizione più appropriata e sicura.
L’esigenza di un intervento del genere nasce in un contesto sanitario complesso, perfettamente rappresentato dal caso dell’azitromicina, un antibiotico della famiglia dei macrolidi inserito nella lista dei medicinali essenziali dell’OMS. Anche se è un farmaco fondamentale, l’azitromicina è classificata nella categoria “WATCH”, cioè tra quei medicinali da utilizzare con cautela per evitare lo sviluppo di resistenze antimicrobiche. Tuttavia, specialmente durante la pandemia da Covid-19, si è assistito a un ricorso spesso improprio a questo antibiotico, tanto che studi su dati reali lo collocano stabilmente tra i primi dieci farmaci più prescritti nei database europei.
Proprio per arginare questi problemi, la Co.Re.Fa. ha elaborato una scheda SWOT specifica per l’azitromicina, allineandosi alle recenti raccomandazioni del Comitato per i Medicinali per Uso umano (CHMP) dell’EMA. Il documento evidenzia come, nonostante i notevoli punti di forza del farmaco, come la lunga emivita e l’ottima distribuzione che consentono la comodità di un’unica somministrazione giornaliera, esistano rischi significativi che non possono essere ignorati. L’analisi mette in luce pericoli concreti come il prolungamento dell’intervallo QT, possibili interazioni farmacologiche avverse e la necessità di estrema cautela nei pazienti con insufficienza epatica, dato che il fegato rappresenta la via principale di eliminazione del principio attivo.
Le nuove linee guida sottolineano inoltre le “minacce” derivanti da un uso non basato su evidenze scientifiche. L’EMA ha infatti raccomandato di interrompere l’uso di azitromicina per indicazioni dove i rischi superano i benefici, come nel trattamento dell’acne vulgaris moderata, nell’eradicazione dell’Helicobacter pylori o nella prevenzione degli attacchi di asma, situazioni per le quali non esistono prove di efficacia sufficienti.
L’introduzione delle schede SWOT non è un’iniziativa isolata, ma si inserisce in un progetto più ampio e innovativo, il “Ri-Medi” (Servizio di Medication Review/De-prescribing), attualmente in fase di sviluppo presso la ASL Roma 1. Questo strumento si propone non solo come guida tecnica, ma anche come supporto comunicativo per i medici di medicina generale nel dialogo con il paziente. Attraverso la chiarezza dello schema SWOT, il medico potrà spiegare con maggiore efficacia perché un antibiotico non è necessario o è addirittura dannoso in certi contesti, aumentando la consapevolezza dei cittadini e promuovendo una cultura della salute basata su reali evidenze scientifiche.
Fonte
Alessio S, Ursula Kirchmayer U, Cruciani F, Mensurati M, Addis A. Le schede SWOT come strumento di appropriatezza prescrittiva: l’esempio dell’azitromicina. Ric&Pra 2025;41(5):221-222.