BAL Lazio

Notizie

Associazioni pericolose

Pubblicato mercoledì 9 Gennaio 2019

In passato era già stato rilevato da alcuni studi un aumento di fratture dell’anca con l’assunzione di farmaci antidepressivi. Una nuova ricerca suggerisce che anche il periodo immediatamente precedente l’inizio del trattamento è associato a un rischio elevato per quel tipo di lesioni.

Lo studio, pubblicato su JAMA Psychiatry, mostra in particolare che chi ha iniziato una terapia antidepressiva ha sperimentato più del doppio delle fratture dell’anca rispetto ai coetanei che non hanno assunto quei farmaci, sia nell’anno precedente (5642 vs. 2189, rispettivamente) che successivamente (7137 vs. 2625) all’inizio del trattamento.

Un aumento del rischio di cadute è uno degli eventi avversi più frequentemente associati all’uso degli antidepressivi negli anziani. Ma gli studi precedenti erano su base osservazionale ed erano state sollevate questioni sul rapporto di causalità e sulla presenza di pregiudizi nei risultati. Per vederci chiaro i ricercatori hanno condotto uno studio su 204.072 anziani selezionati dal registro svedese delle prescrizioni di farmaci (età ≥65 anni, media 80,1) abbinati a un numero uguale di pazienti di controllo che non hanno ricevuto antidepressivi. Per il 63% il campione era composto da donne e a quasi due terzi dei soggetti è stato prescritto un inibitore selettivo del reuptake di serotonina (SSRI).

L’associazione più rilevante per il rischio di frattura dell’anca è emersa nelle settimane immediatamente precedenti l’inizio della terapia con antidepressivi. Il legame tra la terapia antidepressiva e la frattura dell’anca ha raggiunto il picco tra i 16 e i 30 giorni prima che i pazienti iniziassero ad assumere un antidepressivo (OR 5,76, IC 95% 4,73-7,01). Il secondo picco si è verificato tra 31 e 91 giorni prima dell’inizio della terapia (OR 4,14, IC 95% 3,71-4,61).

Anche analizzando separatamente i tre antidepressivi più comunemente utilizzati, l’intervallo del picco è rimasto lo stesso: 16-30 giorni prima dell’inizio di citalopram (OR 5,47, IC 95% 4,20-7,13), mirtazapina (OR 8,54, IC 95% 5,70-12,80) e amitriptilina (OR 3,95, IC 95% 1,77-8,80).

L’associazione tra frattura dell’anca e uso di antidepressivi è risultata simile in tutti i gruppi di età, mentre gli uomini hanno avuto una maggiore incidenza di fratture dell’anca rispetto alle donne per quasi tutti i periodi di tempo esaminati. Era quasi il doppio delle donne rispetto agli uomini ad avere una frattura dell’anca nei 16-30 giorni precedenti la prescrizione di un antidepressivo (uomini: OR 9,38, IC 95% 6,11-14,40; donne: OR 4,82, IC 95% 3,85-6,02).

In generale, ha osservato Brännström, autore dell’articolo, “il rischio di frattura dell’anca, così come di altre lesioni causate dalla caduta, è elevato tra gli anziani con notevole comorbilità; a ciò si aggiunge l’elevata prevalenza della depressione in questa fascia di popolazione”. Ciononostante, “le conoscenze su come prevenire le fratture sono decisamente superiori a quelle su come trattare e prevenire la depressione in età avanzata”, ha aggiunto.

L’aumento del rischio di frattura dell’anca appena prima dell’inizio degli antidepressivi nella popolazione dello studio non significa necessariamente che i due fenomeni siano dipendenti l’uno dall’altro. SI tratta di un’associazione, per cui i rischi elevati potrebbero procedere parallelamente e “riflettere la suscettibilità generale durante i periodi di difficoltà”.

Il metabolismo osseo può essere alterato dall’uso di antidepressivi e dalla depressione, che potrebbe contribuire a sua volta alla maggiore incidenza di fratture dell’anca. Inoltre, l’ospedalizzazione a causa della frattura dell’anca potrebbe a sua volta favorire la depressione e il successivo avvio di una trattamento antidepressivo.

La American Geriatrics Society, da parte sua, nelle raccomandazioni del 2012 (i  Beers Criteria) ha usato nel caso specifico la formula “potenzialmente inappropriato“, suggerendo che gli antidepressivi dovrebbero essere evitati nelle persone anziane con storie di caduta, a meno che non siano disponibili alternative più sicure.

La forza dello studio risiede in sintesi nella valutazione di una grande coorte di pazienti a livello nazionale nel tempo. Mentre la limitazione maggiore è rappresentata dalla mancanza di informazioni su comorbilità come la demenza, il diabete o la depressione lieve-moderata perché il registro non includeva l’assistenza primaria.

Fonte
Brännström J et al. Association between antidepressant drug use and hip fracture in older people before and after treatment initiation. JAMA Psychiatry. Published online January 02, 2019. doi:10.1001/jamapsychiatry.2018.3679

Archiviato in

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Accedi agli articoli

Razaz N et al. Association between Apgar scores of 7 to 9 and neonatal mortality and morbidity: population based cohort study of term infants in Sweden. BMJ 2019; 365:1656.

Razaz N et al One-minute and five-minute Apgar scores and child developmental health at 5 years of age: a population-based cohort study in British Columbia, Canada BMJ Open 2019;9:e027655.

European Association for the Study of Obesity. Pregnant women who were overweight children are at increased risk of developing hypertensive disorders.

Spinelli A et al. Prevalence of severe obesity among primary school children in 21 european countries. Obes Facts 2019;12:244-258.

Akyea RK et al. Sub-optimal cholesterol response to initiation of statins and future risk of cardiovascular disease. Heart Published Online First: 15 April 2019. doi: 10.1136/heartjnl-2018-314253.

Qaseem A et al.; for the Clinical Guidelines Committee of the American College of Physicians. Screening for breast cancer in average-risk women: a guidance statement from the american college of physicians. Ann Intern Med. [Epub ahead of print 9 April 2019] doi: 10.7326/M18-2147.

Elmore JG, Lee CI. A guide to a guidance statement on screening guidelines. Ann Intern Med. [Epub ahead of print 9 April 2019] doi: 10.7326/M19-0726.

Feldman AG et al. Incidence of hospitalization for vaccine-preventable infections in children following solid organ transplant and associated morbidity, mortality, and costs. JAMA Pediatr. 2019 Jan 14. [Epub ahead of print]

Feldman AG et al. Hospitalizations for respiratory syncytial virus and vaccine-preventable infections in the first 2 years after pediatric liver transplant. J Pediatr 2017;182:232-238.e1.

Feldman AG et al. Immunization practices among pediatric transplant hepatologists. Pediatr Transplantation 2016;20:1038-1044.

Rubin LG et al.; Infectious Diseases Society of America. 2013 IDSA clinical practice guideline for vaccination of the immunocompromised host. Clin Infect Dis 2014;58(3):e44-100.

Una finestra sull’open access

  • BMC Family Practice
  • BMC Medical Education
  • BMC Nursing
  • BMJ Open
  • PLOS Medicine

Reset della password

Per favore inserisci la tua email. Riceverai una nuova password via email.