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Cannabinoidi e demenza

Pubblicato venerdì 24 Settembre 2021

Sulla base dei dati degli studi a disposizione, non è possibile accertare se i cannabinoidi abbiano effetti benefici o dannosi sulla demenza. Questo sulla scorta di una recente revisione Cochrane che si è occupata del tema.

Nella revisione sono stati considerati tutti gli studi randomizzati controllati (RCT) sui cannabinoidi per il trattamento della demenza, con partecipanti di qualsiasi età e di entrambi i sessi con demenza diagnosticata di qualsiasi sottotipo o con demenza non specificata di qualsiasi gravità, da qualsiasi ambiente. Gli studi erano sui cannabinoidi somministrati per qualsiasi via, a qualsiasi dose, per qualsiasi durata, rispetto a placebo, nessun trattamento o qualsiasi intervento di controllo attivo.

Nei quattro studi presi in esame (126 partecipanti), la maggior parte dei soggetti aveva la malattia di Alzheimer, alcuni avevano demenza vascolare o demenza mista.

Gli studi inclusi hanno testato il delta-9-tetraidrocannabinolo naturale (THC) (Namisol) e due tipi di analoghi sintetici del THC (dronabinolo e nabilone) per un periodo da 3 a 14 settimane; uno studio ha riportato eventi avversi oltre 70 settimane di follow-up.

Uno studio è stato condotto negli Stati Uniti, uno in Canada e due nei Paesi Bassi.

Gli esiti primari della revisione erano rappresentati dai cambiamenti nella funzione cognitiva globale e specifica, dai sintomi comportamentali e psicologici complessivi della demenza (BPSD) e dagli eventi avversi.

Prove di certezza molto bassa suggeriscono che potrebbe esserci poco o nessun effetto clinicamente importante di un analogo sintetico del THC sulla cognizione valutata con il Mini-Mental State Examination (sMMSE) standardizzato (differenza media 1,1 punti, IC 95% 0,1-2,1).

Mentre prove a bassa certezza suggeriscono che potrebbe esserci un effetto lieve o nullo dal punto di vista clinico dei cannabinoidi sui sintomi comportamentali e psicologici complessivi della demenza valutati con il Neuropsychiatric Inventory (differenza media -1,97, IC 95% da -3,87 a ‐0.07).

In tutti gli studi erano contemplati dati sugli eventi avversi, ma il numero totale di eventi, quello totale di eventi lievi e moderati e il numero totale di eventi avversi gravi non sono stati riportati in modo da permetter la metanalisi.

In sintesi se ci sono benefici dei cannabinoidi per le persone con demenza, questi potrebbero essere troppo piccoli per essere clinicamente significativi. Per valutare in modo corretto gli effetti dei cannabinoidi sulla demenza sarebbero quindi necessari studi più ampi e con un follow-up più lungo.

Fonte
Bosnjak Kuharic D et al. Cannabinoids for the treatment of dementia. Cochrane Database Syst Rev 2021 Sep 17;9:CD012820. doi: 10.1002/14651858.CD012820.pub2.

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