BAL Lazio

Notizie

Comparative Effectiveness Research: di cosa parliamo?

Pubblicato venerdì 13 Giugno 2014

Nello splendido scenario del Complesso Monumentale del Santo Spirito in Roma… Un incipit scontato per qualcosa che non lo è davvero: danno i primi frutti alcuni importanti progetti avviati dalla Sanità Regionale, alcuni tra i quali hanno cercato di adottare le metodologie utilizzate con successo a livello internazionale per valutare l’efficacia di medicinali e dispositivi medici. Primi frutti, per l’appunto, esposti in dettaglio in occasione del workshop Valutazione comparativa di efficacia e sicurezza tra farmaci che si è svolto il 13 giugno a Roma organizzato dal Dipartimento di Epidemiologia del SSR regionale e il coordinamento scientifico di Nera Agabiti e Ursula Kirchmayer.

Molti e qualificati i relatori. Antonio Addis, della Agenzia Sanitaria e Sociale dell’Emilia-Romagna, ha spiegato concretamente come una attività di CER possa essere condotta con serietà e determinazione, anche sperimentando percorsi innovativi di collaborazione tra le istituzioni pubbliche e le aziende private. E’ importante che la valutazione sia tempestiva e non esclusivamente post-marketing, per evitare di assecondare la preoccupante deriva delle approvazioni accelerate di farmaci pregiudizialmente considerati “innovativi”. Nella sua relazione, Addis non ha mancato di dare delle indicazioni bibliografiche puntuali, quasi a suggerire una cornice entro la quale inserire gli attuali progetti. In primo luogo, il fondamentale report dell’Institute of Medicine: è accessibile gratuitamente. Di seguito, il link.

Comparative Effectiveness Research: A report from the Institute of Medicine. A cura di Harold Sox (Editor) e Sheldon Greenfield. Pubblicato sugli Annals of Internal Medicine nel 2009 [2009;151(3):203-205] Vai all’articolo

Il report è stato seguito da un altro documento, l’anno successivo, pubblicato dalla stessa rivista e curato dallo stesso Editor, allora direttore della rivista dell’American College of Physicians.

Comparative Effectiveness Research: A progress report. Vai all’articolo.

Addis ha sottolineato come la CER presupponga un salto di qualità da parte di tutti gli attori: ricercatori, clinici, associazioni di pazienti, aziende farmaceutiche. Ma anche direttori di riviste e editori delle stesse. Non a caso, proprio in coincidenza con i report dell’IoM, era uscito un editoriale di grande interesse sulla rivista open access Trials, a firma [oltre che di Hal Sox] anche di prestigiosi ricercatori, alcuni dei quali attivi nel network della Cochrane Collaboration, come Jeremy Grimshaw, David Tovey e Kay Dickersin.

Comparative Effectiveness Research: Challenges to medical editors. Trials 2009. Vai all’articolo.

Altro lavoro molto importante è quello di Jerry Avorn, farmacoepidemiologo della Harvard Medical School, che da anni conduce progetti importanti in questo ambito (è anche autore di un ottimo libro, Powerful Medicines, uscito nel 2004, che integra l’analisi farmacoepidemiologica con quella economica). La rassegna pubblicata su Health Affairs – una delle riviste di politica sanitaria più importanti del mondo – sottolinea il valore della CER nel trasformare le evidenze in cambiamenti concreti dei comportamenti clinici e assistenziali. Proprio una “Medical instructor” di Harvard, Elisabetta Patorno, ha spiegato nella seconda relazione della giornata come la CER sia di fatto “cugina” della evidence-based medicine  e dell’health technology assessment. Patorno ha illustrato i progressi ottenuti negli Stati Uniti grazie all’adozione di queste metodologie, non trascurando però i nodi ancora aperti. Di seguito, le indicazioni per conoscere meglio il lavoro dei farmacoepidemiologi del Brigham and Women Hospital di Boston. L’articolo di Avorn e un’intervista a Elisabetta Patorno.

Bench to behavior: translating Comparative Effectiveness research into improved Clinical practice. By Jerry Avorn e Michael Fischer. Health Affairs, 2010. Vai all’articolo.

Alleato per migliorare l’efficacia delle cure. Intervista a Elisabetta Patorno [Va Pensiero n. 533].

Gli altri relatori del mattino hanno completato una panoramica che non manca di aspetti controversi: Francesco Trotta, dell’Agenzia Italiana del Farmaco, si è soffermato su quanto di buono ha fatto AIFA in termini di progetti CER o CER-like, non tacendo le difficoltà che derivano dalla carenza di stabilità e continuità nella programmazione. Difficoltà proprie anche delle realtà regionali (o talvolta addirittura generale a livello locale), come ha testimoniato Mauro Venegoni, protagonista prima della intensa stagione di semina presso la stessa Agenzia Italiana del Farmaco e poi della rete di farmacovigilanza della Regione Lombardia, che – facendo leva su discipline chiave come l’oncologia o l’ematologia e sulla rete dei Pronto soccorso – è riuscita non solo nell’intento di rilevare sistematicamente dati di grande utilità clinico-assistenziale, ma anche di addestrare ai metodi epidemiologici un’ampia comunità di clinici prima di allora sostanzialmente estranei alla cultura della sorveglianza.

Nel pomeriggio è proseguito il confronto sulle criticità e le prospettive della ricerca indipendente sui farmaci e sono stati inoltre presentati i risultati del progetto OUTPUL (“Esiti ed eventi avversi dei farmaci inalatori in pazienti con Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva: uno studio basato sui dati dei SIS in tre regioni”) parzialmente finanziato dall’Agenzia Italiana del Farmaco e coordinato dal Dipartimento di Epidemiologia del SSR Lazio.

Leggi il programma del workshop [PDF]

Tagged , , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Accedi agli articoli

Garutti M et al. Checkpoint inhibitors, fertility, pregnancy, and sexual life: a systematic review. ESMO Open 2021;6(5):100276.

Hauptman M et al. Individual- and community-level factors associated with detectable and elevated blood lead levels in US children: results from a national clinical laboratory. JAMA Pediatr. Published online September 27, 2021. doi:10.1001/jamapediatrics.2021.3518

Marcus GM et al. Acute consumption of alcohol and discrete atrial fibrillation events. Ann Intern Med 2021 Aug 31. doi: 10.7326/M21-0228. Epub ahead of print. PMID: 34461028.

Fakir AMS et al. Pandemic catch-22: the role of mobility restrictions and institutional inequalities in halting the spread of COVID-19. PLOS ONE 2021; 16(6): e0253348.

Alemany S, Avella-García C, Liew Z, et al. Prenatal and postnatal exposure to acetaminophen in relation to autism spectrum and attention-deficit and hyperactivity symptoms in childhood: Meta-analysis in six European population-based cohorts. Eur J Epidemiol (2021). https://doi.org/10.1007/s10654-021-00754-4

Salazar de Pablo G et al. Universal and selective interventions to prevent poor mental health outcomes in young people: systematic review and meta-analysis. Harvard Review of Psychiatry 2021;29 (3) 196-215.

Currie JM et al. Prescribing of opioid analgesics and buprenorphine for opioid use disorder during the covid-19 pandemic. JAMA Netw Open 2021;4(4):e216147.

Marson A, Burnside G, Appleton R, et al.; SANAD II collaborators. The SANAD II study of the effectiveness and cost-effectiveness of valproate versus levetiracetam for newly diagnosed generalised and unclassifiable epilepsy: an open-label, non-inferiority, multicentre, phase 4, randomised controlled trial. Lancet 2021;397(10282):1375-1386.

Marson A, Burnside G, Appleton R, et al.; SANAD II collaborators. The SANAD II study of the effectiveness and cost-effectiveness of levetiracetam, zonisamide, or lamotrigine for newly diagnosed focal epilepsy: an open-label, non-inferiority, multicentre, phase 4, randomised controlled trial. Lancet 2021;397(10282):1363-1374.

Una finestra sull’open access

  • BMC Family Practice
  • BMC Medical Education
  • BMC Nursing
  • BMJ Open
  • PLOS Medicine

Reset della password

Per favore inserisci la tua email. Riceverai una nuova password via email.