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Dalla depressione alla demenza

Pubblicato martedì 5 Ottobre 2021

Mentre la ricerca fin qui ha dimostrato che una cattiva salute cardiovascolare può aumentare il rischio di demenza, un nuovo studio condotto dalla UC di San Francisco indica che una cattiva salute mentale può a sua volta mettere a rischio le capacità cognitive.

Lo studio pubblicato sul Journal of Alzheimer’s Disease si aggiunge a un nutrito corpo di prove che collega la depressione con la demenza, ma, mentre la maggior parte delle ricerche ha evidenziato l’associazione in età avanzata, lo studio UCSF mostra che la depressione nella prima età adulta può portare a un calo cognitivo 10 anni dopo e poi al declino cognitivo negli anziani.

I ricercatori hanno utilizzato metodi statistici innovativi per prevedere le traiettorie medie dei sintomi depressivi per circa 15.000 partecipanti di età compresa tra 20 e 89 anni, divisi in tre fasi della vita: anziani, di mezza età e giovani adulti, un campione seguito annualmente o semestralmente per un massimo di 11 anni. Hanno quindi applicato queste traiettorie ipotetiche e hanno scoperto che in un gruppo di circa 6000 partecipanti più anziani, le probabilità di deterioramento cognitivo erano più alte del 73% per coloro che si stimava avessero sintomi depressivi elevati nella prima età adulta e del 43% più alte per coloro che si stimava avessero una depressione grave.

Diversi meccanismi spiegano come la depressione possa aumentare il rischio di demenza. Tra questi il fatto che l’iperattività del sistema centrale di risposta allo stress aumenta la produzione di glucocorticoidi, producendo danni nell’ippocampo, la parte del cervello essenziale per formare, organizzare e immagazzinare nuovi ricordi.

Anche se sono stati utilizzati valori presunti, spiegano gli autori, e non sono stati completati studi longitudinali nel corso della vita, comunque “Le traiettorie dei sintomi depressivi presunti si adattano a una curva a forma di U, simile alle tendenze legate all’età in altre ricerche”.

I partecipanti sono stati sottoposti a screening per la depressione utilizzando uno strumento chiamato CESD-10, un questionario di 10 voci che valuta i sintomi della settimana precedente. Sintomi depressivi moderati o elevati sono stati riscontrati nel 13% dei giovani adulti, nel 26% degli adulti di mezza età e nel 34% dei partecipanti più anziani.

A circa 1277 partecipanti è stato diagnosticato un deterioramento cognitivo a seguito di test neuropsicologici, prove di declino globale, uso documentato di un farmaco per la demenza o ospedalizzazione con demenza come diagnosi primaria o secondaria.

“In generale, abbiamo scoperto che più sono i sintomi depressivi, minori sono le capacità cognitive, maggiori sono i tassi di declino”, precisa Brenowitz, autore dello studio, “Gli anziani, che si stima abbiano sintomi depressivi moderati o gravi nella prima età adulta, hanno sperimentato un calo della cognizione nell’arco di 10 anni”.

Con dati che attestano che fino al 20% della popolazione soffre di depressione durante la propria vita, è importante riconoscere il suo ruolo nell’invecchiamento cognitivo, continua Kristine Yaffe dell’UCSF, “Sarà necessario ancora lavoro nel futuro per confermare questi risultati, ma nel frattempo dovremmo diagnosticare e curare la depressione anche per queste ragioni”.

Fonte
Brenowitz WD. et al. Depressive symptoms imputed across the life course are associated with cognitive impairment and cognitive decline. 1 Jan. 2021: 1379-89.

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