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Disturbi alimentari durante l’infanzia e l’adolescenza

Pubblicato giovedì 18 Gennaio 2018

Come è noto, i disturbi alimentari sono relativamente comuni tra le adolescenti, ma si riscontrano anche nel sesso maschile; sono associati a una elevata mortalità e morbilità, tuttavia molti casi non vengono trattati. Anche se, come sottolineano le linee guida più recenti, è importante un intervento tempestivo per una migliore risposta ai trattamenti. Il BMJ ha pubblicato una sintesi delle linee guida NICE recentemente aggiornate: presenta un approccio strutturato alla diagnosi e alla gestione di bambine/i e adolescenti con disturbi alimentari (in particlare con anoressia nervosa e bulimia), che riassumiamo qui di seguito.

Quando sospettare la presenza di un disturbo alimentare?
In caso di cambiamenti di peso, irregolarità nell’alimentazione (saltare i pasti o alimentazione incontrollata), preoccupazioni sulla forma o il peso, vomito, tono dell’umore basso, ritiro dagli amici e dalla famiglia, amenorrea, presenza di sensazione di freddo. Nell’infografica allegata all’articolo ci sono alcune indicazioni su come raccogliere l’anamnesi e su quali esami eseguire in caso ci siano segni che indichino un disturbo alimentare, in modo da individuare eventuali complicanze, gestirle ed escludere altre possibili cause di perdita o aumento di peso. L’infografica segnala anche i segni e i sintomi che richiedono un trattamento di emergenza, come tachicardia posturale, fratture osteoporotiche, ipotensione posturale.

Diagnosi differenziale e comorbilità
In caso di perdita di peso, le principali condizioni da escludere sono diabete, ipertiroidismo, celiachia, tumori. I disturbi dell’alimentazione sono spesso associati con altri disturbi mentali, come depressione, ansia, disturbo ossessivo-compulsivo, abuso/dipendenza da alcol.

Mortalità
I disturbi alimentari sono associati a una elevata mortalità: si stima che in soggetti con anoressia nervosa i tassi di mortalità siano quasi sei volte superiori rispetto a quelli di popolazioni della stessa età e sesso. In soggetti con bulimia nervosa e altri disturbi alimentari la mortalità è quasi doppia.

Valutazione psichiatrica
È importante questo tipo di valutazione perché le persone con anoressia hanno un rischio superiore di suicidio, rispetto alla popolazione generale; le comorbilità psichiatriche sono inoltre associate a una mortalità superiore e a esiti peggiori.

Trattamento
Gli studi sulle popolazioni evidenziano che molte persone con disturbi alimentari non ricevono alcun trattamento, anche se i soggetti con anoressia nervosa sono quelli con più probabilità di essere trattati. Eppure un intervento tempestivo è associato con gli esiti migliori, mentre, per esempio, per l’anoressia nervosa gli esiti sono scarsi se non si interviene in modo efficace entro i primi tre anni.

Andrebbero privilegiati i trattamenti psicologici, dando la priorità una terapia che coinvolga tutta la famiglia. I trattamenti con farmaci psicotropi non sono invece raccomandati.

L’articolo del BMJ si conclude sottolineando l’importanza del coordinamento multidisciplinare tra l’assistenza di base, tra i servizi di pediatria e psichiatria, tra la gestione ospedaliera e ambulatoriale, e tra i servizi dedicati a bambini, adolescenti e adulti, “per assicurare continuità assistenziale e minimizzazione del rischio”.

A questi principi si è ispirato il decreto del 14/03/2016 della Regione Lazio, con il quale sono stati approvati i documenti  “Percorsi assistenziali di presa in carico sanitaria e di cura dei disturbi alimentari nella Regione Lazio”, “Stima del fabbisogno di servizi e strutture dedicati ai DA nella Regione Lazio” e “Stima del fabbisogno di servizi e strutture dedicati ai DA nella Regione Lazio”. Nel Lazio queste malattie coinvolgono oltre 211mila persone: 17mila sono i casi di anoressia, 76mila quelli di bulimia e 117mila i disturbi alimentari di alimentazione incontrollata e non è raro ormai trovare forme di disturbi del comportamento alimentare anche tra bambini e pre-adolescenti. Proprio per questo la Regione è intervenuta con particolare attenzione per migliorare la rete destinata ai minori.

Fonti:
Bould H, Newbegin C, Stewart A, et al. Eating disorders in children and young people. The BMJ 2017; 359: j5378
Regione Lazio. Disturbi alimentari: dalla Regione più servizi e più attenzione ai minori, 15/03/2016.
Decreto Regione Lazio U00080, del 14/03/2016, proposta 831 del 27/01/2016. (PDF)

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