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Effetti avversi delle immunoterapie per la sclerosi multipla

Una revisione Cochrane ha preso in esame 123 studi con 57.682 partecipanti per valutare i profili di sicurezza delle immunoterapie utilizzate nel trattamento della sclerosi multipla o della sindrome clinicamente isolata.

L’obiettivo era indagare i rischi dei farmaci utilizzati per trattare la sclerosi multipla, valutando tutti i tipi di eventi sanitari gravi, ad esempio i ricoveri in ospedale o gli eventi che inducono le persone a interrompere l’assunzione del farmaco. L’intento dello studio era anche valutare gli eventi in specifici organi del corpo.

Eventi avversi gravi (SAE)
Prove a bassa certezza suggeriscono che tre farmaci – interferone beta-1a (Avonex), dimetil fumarato e glatiramer acetato – possono ridurre i SAE rispetto al placebo.

Diversi farmaci, tra cui teriflunomide e ocrelizumab, hanno dimostrato la non inferiorità rispetto al placebo, ma l’imprecisione ha ostacolato le conclusioni per altri.

Cladribina, siponimod, ofatumumab e rituximab hanno mostrato imprecisione, mettendo in discussione le conclusioni di non inferiorità.

Interruzioni per eventi avversi
Nessun farmaco ha dimostrato una riduzione delle interruzioni per eventi avversi rispetto al placebo.

Due farmaci, il diroximel fumarato e l’alemtuzumab, hanno mostrato una potenziale non-inferiorità, ma l’affidabilità delle prove era molto bassa.

Teriflunomide, glatiramer acetato, fingolimod e altri potrebbero aumentare le interruzioni rispetto al placebo, ma l’evidenza è di bassa certezza.

Risultati
Nessun farmaco ha superato gli altri in termini di sicurezza per gli esiti primari e secondari, evidenziando di fatto le incertezze nei profili rischio-beneficio delle immunoterapie per la sclerosi multipla.

Conclusioni degli autori
Lo studio conclude che esistono per lo più prove di bassa e bassissima certezza sulla sicurezza dei farmaci utilizzati per il trattamento della sclerosi multipla. Anche l’insorgenza di SAE non differisce significativamente tra farmaci di prima e seconda linea o tra diversi metodi di somministrazione, le interruzioni possono essere più numerose rispetto al placebo. Lo studio sottolinea la necessità di migliorare la segnalazione degli eventi avversi negli studi controllati randomizzati (RCT) e l’inclusione di studi non randomizzati nelle future revisioni sistematiche per affrontare adeguatamente il tema.

Fonte
Tramacere I et al. Adverse effects of immunotherapies for multiple sclerosis: a network meta‐analysis. Cochrane Database of Systematic Reviews 2023, Issue 11. Art. No.: CD012186.

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