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Esiti avversi della gravidanza: il rischio aumentato di mortalità persiste per decenni

Uno studio di coorte basato sulla popolazione, condotto su dati svedesi, ha rilevato che le donne che hanno sperimentato esiti avversi della gravidanza continuano ad avere un rischio di mortalità maggiore a distanza di decenni.

Gli esiti avversi della gravidanza associati indipendentemente a un aumento della mortalità nell’intero follow-up fino a 46 anni dopo il parto sono stati: il parto pretermine, l’età gestazionale ridotta, la preeclampsia, altri disturbi ipertensivi e il diabete gestazionale (aHR IC 95% 1,13-1,52). Tutte e cinque le associazioni sono rimaste significativamente elevate anche considerando solo il periodo da 30 a 46 anni dopo il parto.

Tutte e cinque le associazioni sono rimaste significativamente elevate anche considerando solo il periodo compreso tra i 30 e i 46 anni dopo il parto, quando le donne erano tipicamente cinquantenni o sessantenni. Inoltre, il rischio era maggiore in presenza di più esiti avversi della gravidanza.

“Abbiamo scoperto che i rischi di mortalità più elevati nelle donne con esiti avversi della gravidanza erano attribuibili a diverse cause di morte, tra cui malattie cardiache, diabete, disturbi respiratori e cancro, il che suggerisce che ci sono diversi percorsi sottostanti”, ha dichiarato l’autore dello studio Casey Crump (University of Texas Health Science Center e McGovern Medical School di Houston), aggiungendo che la futura ricerca dovrebbe esaminare questi meccanismi sottostanti per informare potenziali interventi.

David Hackney, medico di medicina materno-fetale presso la Case Western Reserve University di Cleveland, definisce i risultati “in qualche modo attesi, poiché sappiamo che diverse complicazioni durante la gravidanza, in particolare la preeclampsia e il diabete gestazionale, sono associate a complicazioni di salute in età avanzata, in particolare malattie cardiovascolari e diabete mellito di tipo 2”. Tuttavia, prosegue Hackney, questo studio “evidenzia la necessità clinica di riconoscere l’anamnesi ostetrica avversa come un indicatore generale di rischio medico”. I medici non ostetrici non sempre consultano le cartelle cliniche, quindi “potrebbero non essere consapevoli dei fattori di rischio per la morbilità e la mortalità a lungo termine”.

I ricercatori hanno utilizzato il registro medico svedese delle nascite, che contiene dati prenatali e di nascita, per identificare le gravidanze singole dal 1973 al 2015. I decessi sono stati identificati utilizzando il registro dei decessi svedese, che include le cause di morte. In totale, sono stati inclusi quasi 2,2 milioni di donne con dati sulla durata della gravidanza e sul peso del neonato. L’età mediana alla nascita era di 27 anni e alla fine del follow-up di 52 anni.

In totale, il 4% delle donne è morto (età media 59 anni), con il 14% dei decessi attribuiti a malattie cardiovascolari, il 49% a cancro, il 4% a disturbi respiratori, l’1% a diabete e il 32% ad altre cause.

L’eccesso di mortalità è stato riscontrato con parto pretermine (aHR 1,41, IC 95% 1,37-1,44), piccolo per l’età gestazionale (aHR 1,30, IC 95% 1,28-1,32), preeclampsia (aHR 1,13, IC 95% 1,10-1,16), altri disturbi ipertensivi (aHR 1,27, IC 95% 1,19-1,37) e diabete gestazionale (aHR 1,52, IC 95% 1,46-1,58).

Crump sottolinea che gli esiti negativi della gravidanza colpiscono ogni anno più di 40 milioni di donne in tutto il mondo. Nella coorte il 30% delle donne ha sperimentato uno o più esiti avversi della gravidanza e l’8% ne ha sperimentati due, anche se non necessariamente nella stessa gravidanza. “I risultati attuali possono avere un’importanza ancora maggiore per la salute pubblica nelle popolazioni di minoranza razziale ed etnica degli Stati Uniti, che hanno un accesso più limitato all’assistenza post-partum e tassi più elevati di esiti avversi della gravidanza e di mortalità”, osserva Crump.

“Le donne con esiti avversi della gravidanza hanno bisogno di azioni preventive precoci e di un follow-up a lungo termine per individuare e trattare tempestivamente i disturbi cronici associati alla mortalità precoce”, e la conclusione degli autori.

Fonte
Crump C, Sundquist J, Sundquist K. Adverse pregnancy outcomes and long-term mortality in women. JAMA Intern Med. 2024 Apr 15. doi: 10.1001/jamainternmed.2024.0276. Epub ahead of print. PMID: 38619848.

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