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Farmaci e schizofrenia: c’è efficacia ed efficacia

Uno studio ha fatto luce sull’efficacia dei farmaci antipsicotici nel prevenire le ricadute nei pazienti con schizofrenia e disturbo schizoaffettivo. La ricerca ha confrontato gli antipsicotici più recenti e la clozapina con l’antipsicotico più vecchio, l’aloperidolo, utilizzando dati provenienti sia da studi randomizzati controllati (RCT) sia da registri nazionali di pazienti di Svezia e Finlandia. L’obiettivo principale dello studio era quello di misurare il divario tra l’efficacia osservata in ambienti di ricerca controllati e l’efficacia osservata nella pratica clinica di routine.

Risultati principali
Divario tra efficacia ed efficacia
: gli antipsicotici sono risultati 2,58 volte più efficaci negli RCT rispetto ai dati reali, evidenziando un divario significativo tra l’efficacia nella ricerca e l’efficacia clinica.

Concordanza ed efficacia: gli antipsicotici iniettabili a lunga durata d’azione (LAI) sono risultati più efficaci del 12% nel mondo reale rispetto agli RCT e del 27% rispetto ai farmaci orali nella prevenzione delle ricadute.

Farmaci più efficaci: clozapina, olanzapina LAI e aripiprazolo LAI sono stati identificati come i più efficaci in contesti reali rispetto all’aloperidolo, mentre negli RCT l’olanzapina orale, l’olanzapina LAI e la zotepina orale sono risultati i più efficaci.

Disegno dello studio
I ricercatori hanno utilizzato due tipi di prove: dati reali provenienti da registri nazionali di pazienti in Svezia e Finlandia e dati provenienti da RCT che confrontavano gli antipsicotici con placebo o altri antipsicotici. Lo studio real-world ha coinvolto circa 90.000 pazienti, mentre gli RCT hanno incluso 10091 partecipanti. Entrambi gli studi hanno avuto un periodo di follow-up di 12 mesi per valutare i tassi di ricaduta, definiti come ricoveri per psicosi nello studio real-world e secondo i criteri di ciascuno studio negli RCT.

Conclusioni
Lo studio conclude che, sebbene gli antipsicotici siano generalmente efficaci nel prevenire le ricadute, l’efficacia osservata nella pratica clinica di routine è significativamente inferiore a quella riportata negli RCT. Questo divario è in parte attribuito ai criteri di selezione degli RCT, che spesso escludono i pazienti con fattori complicanti come l’abuso di sostanze o l’irregolare aderenza ai farmaci.

Implicazioni per la pratica clinica
I risultati suggeriscono diversi approcci per colmare il divario tra efficacia nella ricerca e quella nella clinica:

Migliorare la relazione con il paziente e affrontare i problemi legati agli effetti collaterali può migliorare l’aderenza.

Utilizzare gli antipsicotici LAI: data la loro maggiore efficacia nel mondo reale, i LAI dovrebbero essere presi in considerazione più frequentemente.

Affrontare i determinanti sociali: fattori come la stabilità abitativa, la povertà e l’abuso di sostanze devono essere affrontati per ridurre i rischi di ricaduta.

Migliorare gli standard di cura: fornire cure coerenti e di alta qualità e follow-up regolari, come avviene negli RCT, può contribuire a migliorare i risultati nel mondo reale.

Fonte
Efthimiou O et al. Efficacy and effectiveness of antipsychotics in schizophrenia: network meta-analyses combining evidence from randomised controlled trials and real-world data. Lancet Psychiatry 2024;11(2):102-111. doi: 10.1016/S2215-0366(23)00366-8. Epub 2024 Jan 9.

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