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Fibrillazione atriale e alcol: anche un solo bicchiere aumenta il rischio

Pubblicato lunedì 6 Settembre 2021

Secondo una ricerca della UC San Francisco Un solo bicchiere di vino può aumentare rapidamente e in modo significativo il rischio di fibrillazione atriale.

“Contrariamente alla credenza comune che la fibrillazione atriale sia associata a un consumo eccessivo e costante di alcol, sembra che anche una bevanda alcolica possa essere sufficiente per aumentare il rischio”, commenta Gregory Marcus, professore di medicina presso la Divisione di Cardiologia dell’UCSF e autore dello studio.

“I nostri risultati mostrano che l’insorgenza della fibrillazione atriale potrebbe non essere né casuale né imprevedibile”, sintetizza Marcus, “invece, potrebbero esserci modi identificabili e modificabili per prevenire un episodio”.

La fibrillazione atriale è l’aritmia cardiaca più comune osservata clinicamente – che può portare a perdita della qualità della vita, costi sanitari significativi, ictus e morte – ma fino ad ora la ricerca si è concentrata soprattutto sugli elementi di rischio e sulle terapie piuttosto che sui fattori che determinano dove e quando potrebbe verificarsi un episodio.

La ricerca si è concentrata su 100 pazienti con fibrillazione atriale documentata che consumavano almeno una bevanda alcolica al mese. reclutati dagli ambulatori di cardiologia generale ed elettrofisiologia cardiaca dell’UCSF. Sono state esclusi invece i soggetti con una storia precedente di alcol o di disturbi da uso di sostanze, quelli con alcune allergie o che stavano cambiando il trattamento per le loro condizioni cardiache.

Alle persone è stato chiesto di indossare un sistema di monitoraggio ECG per circa quattro settimane e di premere un pulsante ogni volta che consumavano una dose standard di alcol. A tutti era stato poi fornito un sensore di alcol a registrazione continua. Sono stati eseguiti periodicamente esami del sangue che riflettevano il consumo di alcol nelle settimane precedenti. In media durante il periodo di studio i partecipanti hanno consumato una bevanda al giorno.

Dalla ricerca è emerso un episodio di FA era due volte più probabile dopo aver consumato una bevanda alcolica nelle quattro ore precedenti e tre volte più probabile con due o più bevande. Gli episodi di FA sono stati anche associati a un aumento della concentrazione di alcol nel sangue.

Tra i limiti più evidenti dello studio c’è il fatto che i pazienti potrebbero aver dimenticato di premere i pulsanti del monitor o aver ridotto al minimo il numero di pressioni per ragioni psicologiche anche se questo genere di considerazioni non avrebbero influenzato le letture del sensore di alcol. L’altro aspetto è che la ricerca si è limitata ai casi di FA accertata e non ha riguardato la popolazione generale.

“Gli effetti sembrano essere abbastanza lineari: più alcol si consuma, maggiore è il rischio di un evento di FA acuto”, spiega Marcus. “Queste osservazioni rispecchiano ciò che è stato riportato dai pazienti per decenni, ma si tratta della prima prova oggettiva e misurabile che un’esposizione modificabile può influenzare in modo rilevante la possibilità che si verifichi un episodio di FA”.

Fonte
Marcus GM et al. Acute consumption of alcohol and discrete atrial fibrillation events. Ann Intern Med 2021 Aug 31. doi: 10.7326/M21-0228. Epub ahead of print. PMID: 34461028.

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Marcus GM et al. Acute consumption of alcohol and discrete atrial fibrillation events. Ann Intern Med 2021 Aug 31. doi: 10.7326/M21-0228. Epub ahead of print. PMID: 34461028.

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