BAL Lazio

Notizie

Fibrillazione atriale: farmaci a confronto

Pubblicato martedì 28 Giugno 2016

Quale l’efficacia di due diversi farmaci in pazienti con fibrillazione atriale politrattati?

Un quesito importante, dal momento che il numero delle persone con fibrillazione atriale aumenta con l’età, e con l’età aumenta anche il numero delle persone che assumono più farmaci. E infatti le persone con FA assumono in media da 4 a 6 farmaci: situazione che delinea un quadro caratterizzato da fragilità e da esposizione a possibili interazioni tra farmaci.

Per rispondere a tale quesito, è stata eseguita una analisi a posteriori dei risultati dello studio, sponsorizzato Bristol-Myers Squibb, ARISTOTLE (apixaban for reduction in stroke and other thromboembolic events in atrial fibrillation), un trial multicentrico (al quale ha partecipato anche l’Italia, con 17 centri), in doppio cieco, iniziato nel 2006 e terminato nel 2011, con 18201 partecipanti.

Il quesito clinico: pur essendo l’apixaban più sicuro ed efficace nei soggetti con fibrillazione atriale, questo rimane vero anche in quelli politrattati?

Nello studio ARISTOTLE i soggetti arruolati sono stati randomizzati a ricevere 5 mg di apixaban (2 volte al giorno) (n=9120) o warfarin (Rapporto Internazionale Normalizzato (INR)  2.0-3.0; n=9081). Nell’analisi post hoc i soggetti sono stati divisi in gruppi e seconda del numero di trattamenti farmacologici usati al basale: da 0 a 5 farmaci, da 6 a 8,  più di 9, con un follow-up medio di 1.8 anni.

I principali risultati: ogni paziente usava in media 6 farmaci; 13 932 (76.5%) soggetti assumevano più di 5 farmaci. I soggetti che assumevano più farmaci erano quelli anziani, di sesso femminile e statunitensi. Il numero di comorbidità aumentava in tutti i gruppi in relazione al numero di farmaci assunti, così come aumentavano le proporzioni di soggetti trattati con farmaci che interagiscono con warfarin o apixaban. Con l’aumentare dei farmaci, crescevano anche i tassi di ictus e embolia sistemica (1.29, 1.48, e 1.57 per 100 anni-paziente, per una quantità di farmaci pari a 0-5, 6-8, e ≥9, rispettivamente) e anche la mortalità per tutte le cause. Si sarebbero osservate riduzioni del rischio relativo di ictus o embolia sistemica a vantaggio di apixaban, a prescindere dal numero di farmaci assunti in concomitanza. Tra i soggetti che assumevano farmaci che interagivano (con effetto di potenziamento) con warfarin o apixaban non sono state evidenziate differenze negli esiti del trattamento.

Tre quarti dei partecipanti al trial ARISTOTLE erano politrattati: come prevedibile, i soggetti che assumevano un numero maggiore di farmaci presentavano maggiori comorbidità, assumevano più farmaci che interagivano tra loro, avevano una maggiore mortalità e più complicazioni di tipo tromboembolico ed emorragico. In particolare, per quanto riguarda la fibrillazione atriale, “l’apixaban è risultato più efficace del warfarin e almeno altrettanto sicuro”, concludono gli autori.

Fonte:
Focks JJ. Polypharmacy and effects of apixaban versus warfarin in patients with atrial fibrillation: post hoc analysis of the ARISTOTLE trial. BMJ 2016;353:i2868

Leggi anche:
AIFA. NICE: anticoagulanti al posto dell’aspirina per la prevenzione dell’ictus. Pillole dal mondo, 14/07/2015.
Nota informativa dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) sull’impiego dei nuovi anticoagulanti orali (NAO), 22/07/2015.

Archiviato in , , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Accedi agli articoli

Razaz N et al. Association between Apgar scores of 7 to 9 and neonatal mortality and morbidity: population based cohort study of term infants in Sweden. BMJ 2019; 365:1656.

Razaz N et al One-minute and five-minute Apgar scores and child developmental health at 5 years of age: a population-based cohort study in British Columbia, Canada BMJ Open 2019;9:e027655.

European Association for the Study of Obesity. Pregnant women who were overweight children are at increased risk of developing hypertensive disorders.

Spinelli A et al. Prevalence of severe obesity among primary school children in 21 european countries. Obes Facts 2019;12:244-258.

Akyea RK et al. Sub-optimal cholesterol response to initiation of statins and future risk of cardiovascular disease. Heart Published Online First: 15 April 2019. doi: 10.1136/heartjnl-2018-314253.

Qaseem A et al.; for the Clinical Guidelines Committee of the American College of Physicians. Screening for breast cancer in average-risk women: a guidance statement from the american college of physicians. Ann Intern Med. [Epub ahead of print 9 April 2019] doi: 10.7326/M18-2147.

Elmore JG, Lee CI. A guide to a guidance statement on screening guidelines. Ann Intern Med. [Epub ahead of print 9 April 2019] doi: 10.7326/M19-0726.

Feldman AG et al. Incidence of hospitalization for vaccine-preventable infections in children following solid organ transplant and associated morbidity, mortality, and costs. JAMA Pediatr. 2019 Jan 14. [Epub ahead of print]

Feldman AG et al. Hospitalizations for respiratory syncytial virus and vaccine-preventable infections in the first 2 years after pediatric liver transplant. J Pediatr 2017;182:232-238.e1.

Feldman AG et al. Immunization practices among pediatric transplant hepatologists. Pediatr Transplantation 2016;20:1038-1044.

Rubin LG et al.; Infectious Diseases Society of America. 2013 IDSA clinical practice guideline for vaccination of the immunocompromised host. Clin Infect Dis 2014;58(3):e44-100.

Una finestra sull’open access

  • BMC Family Practice
  • BMC Medical Education
  • BMC Nursing
  • BMJ Open
  • PLOS Medicine

Reset della password

Per favore inserisci la tua email. Riceverai una nuova password via email.