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Gotta e diabete: abbassare il rischio

Pubblicato mercoledì 29 Gennaio 2020

In base a uno studio di coorte pubblicato sugli Annals of internal Medicine l’incidenza della gotta nei pazienti diabetici ai quali erano stati prescritti inibitori del cotrasportatore di sodio-glucosio 2 (SGLT2) era inferiore di circa il 40% rispetto a quelli a cui venivano prescritti agonisti del recettore del peptide-1 glucagone-1 (GLP-1).

“La gotta è la forma più comune di artrite infiammatoria e gli adulti con diabete sono a rischio particolarmente elevato”, ha spiegato Michael Fralick. “L’identificazione di farmaci che riducono questo rischio è importante, soprattutto perché si è scoperto che un farmaco comunemente usato per la gotta – febuxostat [Uloric] – può aumentare aumentare il rischio di morte”.

Per il loro studio, il gruppo di Fralick ha attinto alle richieste assicurative che compaiono in una banca dati nazionale dal 2013 al 2017. Complessivamente, lo studio ha incluso quasi 300.000 adulti con diabete di tipo 2 (età media 54 anni; circa la metà erano donne). A 152.000 soggetti è stato prescritto un inibitore SGLT2 mentre a 144.000 un agonista del recettore GLP1. I pazienti con diabete di tipo 1, gotta, cancro e HIV/AIDS sono stati esclusi dall’analisi, così come quelli in dialisi o in cura con una pillola combinata SGLT2. L’outcome primario dello studio era la diagnosi di gotta ambulatoriale o la diagnosi di gotta ambulatoriale con l’uso, entro 2 settimane, di un farmaco correlato alla gotta.

I pazienti sono stati abbinati 1: 1 rispetto alle caratteristiche di base, incluse comorbilità, altri farmaci e utilizzo dell’assistenza sanitaria (per esempio la visita da un endocrinologo). In un’analisi di sensibilità che ha preso in considerazione 1 anno di esposizione al trattamento, quelli a cui era stato prescritto un inibitore SGLT2 avevano un rischio inferiore del 27% per la gotta incidente rispetto ai pazienti abbinati a cui era stato prescritto un agonista del recettore GLP1 (HR 0,73, IC95% 0,66-0,82).

Un’altra analisi di sensibilità ha rilevato che i pazienti con un inibitore SGLT2 di nuova prescrizione avevano un rischio ridotto del 34% di gotta rispetto a quelli che avevano appena iniziato un inibitore dipeptidil peptidasi 4 (DPP-4) (HR 0,66, IC95% 0,58-0,75).

Oltre alla loro capacità di ridurre il glucosio, gli inibitori SGLT2 si sono dimostrati utili in altri modi. Il canagliflozin – inizialmente approvato nel 2013 – è stata recentemente incluso tra i farmaci “di prima classe” anche per la prevenzione cardiovascolare e renale. “Gli inibitori SGLT2 sono una delle classi di farmaci più efficaci per gli adulti diabetici. Il nostro studio suggerisce che potrebbero avere l’ulteriore vantaggio di ridurre il rischio di gotta”, ha evidenziato Fralick.

Nello studio ci sono alcuni limiti: mancano soprattutto i dati su altri fattori rilevanti di rischio di gotta, comprese le informazioni sulla dieta e l’indice di massa corporea.

Fonte
Fralick M et al. Assessing the risk for gout with sodium-glucose cotransporter-2 inhibitors in patients with type 2 diabetes: a population-based cohort study. Ann Intern Med 2020 Jan 14. doi: 10.7326/M19-2610. [Epub ahead of print]

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Fralick M et al. Assessing the risk for gout with sodium-glucose cotransporter-2 inhibitors in patients with type 2 diabetes: a population-based cohort study. Ann Intern Med 2020 Jan 14. doi: 10.7326/M19-2610. [Epub ahead of print]

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