Home / Notizie / Guerre tecnologiche e salute globale a rischio:…

Guerre tecnologiche e salute globale a rischio: lettera aperta dell’Associazione Italiana di Epidemiologia

Nel contesto dello scenario bellico attuale, caratterizzato dall’impiego sempre più diffuso di armamenti tecnologicamente avanzati, l’Associazione Italiana di Epidemiologia (AIE) ha proposto un position paper per evidenziare le gravi conseguenze di questi conflitti sulla salute globale, un appello sottoscritto anche da molte altre associazioni di area biomedica (e ancora sottoscrivibile qui).

Le parole crude ma piene di realismodi Elda Baggio, vicepresidente di Medici Senza Frontiere, non ammettono repliche: “Più l’arma è tecnologica, meno il paziente ha bisogno di cure. Semplicemente, muore”. Ma la maggior parte delle guerre soprattutto quelle che si svolgono in paesi poveri hanno come effetto diretto una riduzione drammatica dell’accesso alle cure sanitarie, riflette ancora la Baggio.

A due anni dall’inizio della guerra in Ucraina, il mondo si trova ad affrontare il periodo storico col più alto numero di conflitti armati in atto dalla seconda guerra mondiale. Questo scenario è ulteriormente complicato dall’introduzione di armi che non hanno bisogno della presenza umana che erodono ancora di più i confini tra obiettivi militari e civili, mettendo a repentaglio strutture sanitarie e violando le leggi umanitarie internazionali.

Carla Ancona, presidente dell’Associazione Italiana di Epidemiologia, ha sottolineato l’urgente necessità di considerare il bilancio devastante che le guerre hanno sulla salute globale. “Gli effetti indiretti di lungo periodo delle guerre sono peggiori di quelli diretti”, spiega.  Nel documento viene messo in evidenza il ruolo degli operatori sanitari in caso di guerra, con attività legate all’accoglienza, all’assistenza, alla promozione dei diritti dei profughi, alla sorveglianza e alla documentazione dei fattori sanitari della guerra. L’impegno è quello di mettere in campo ricerche di tipo epidemiologico per documentare gli effetti della guerra sulla salute, valutando criticamente allo stesso tempo altre iniziative simili, e di puntare sulla formazione degli operatori.

Dall’inizio dell’invasione in Ucraina, si è diffuso il timore di un possibile conflitto nucleare, un’ipotesi che sembrava quasi definitivamente messa in soffitta dagli equilibri internazionali raggiunti nel decennio scorso. Pirous Fateh-Moghadam – epidemiologo,  collaboratore del dipartimento di prevenzione dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento, autore di “Guerra o salute. Dalle evidenze scientifiche alla promozione della pace” (Il Pensiero Scientifico Editore) si è soffermato sulle implicazioni devastanti di una possibile escalation verso un conflitto nucleare e ha sottolineato l’importanza di promuovere la pace attraverso una comprensione scientifica delle conseguenze delle guerre sulla salute globale.

Un appello, quello dell’Associazione Italiana di Epidemiologia. che richiama con forza l’attenzione sulla necessità di adottare misure non più differibili per affrontare la crescente minaccia delle guerre tecnologiche sulla salute e il benessere delle popolazioni di tutto il mondo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *