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I politici vivono di più… sempre di più

Pubblicato venerdì 8 Luglio 2022

Nuovi dati pubblicati sullo European Journal of Epidemiology mostrano che i politici hanno un notevole vantaggio in termini di sopravvivenza rispetto alla popolazione generale. L’aspettativa di vita all’età di 45 anni è risultata essere di circa sette anni più alta in alcuni paesi ed è al livello più alto da 150 anni a questa parte.

Negli ultimi anni i miglioramenti nell’aspettativa di vita si sono bloccati in molti paesi ad alto reddito e sono persino diminuiti per i gruppi sociali più poveri.

Il nuovo studio, condotto dai ricercatori dell’Oxford Population Health, rappresenta l’analisi più completa finora pubblicata (11 paesi ad alto reddito, oltre 57 mila politici presi in considerazione). La percentuale di donne politiche variava dal 3% (Francia e USA) al 21% (Germania).

Per quasi tutti i paesi i tassi di mortalità dei politici erano simili a quelli della popolazione generale tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Nel corso del XX secolo le differenze nei tassi di mortalità sono aumentate in modo significativo praticamente ovunque.

Eppure c’è una notevole variazione tra i paesi rispetto all’entità di questo vantaggio di sopravvivenza. Negli ultimi anni, ad esempio, mentre in Italia una persona “qualsiasi” aveva 2,2 volte più probabilità di morire entro l’anno successivo rispetto a un politico pari età e sesso, in Nuova Zelanda si trattava solo di 1,2 volte.

Anche la differenza nell’aspettativa di vita all’età di 45 anni tra i politici e la popolazione generale è aumentata in modo significativo durante la seconda metà del XX secolo. Attualmente, i divari di aspettativa di vita vanno da circa 3 anni in Svizzera a 7 anni negli Stati Uniti.

Le disuguaglianze di reddito (misurate dalla quota del reddito complessivo appartenente ai più ricchi di una società) hanno iniziato a crescere negli anni ‘80, mentre le differenze nell’aspettativa di vita hanno iniziato ad ampliarsi molto prima, prima degli anni ‘40. Quindi il reddito non spiega tutto.

I ricercatori suggeriscono che i recenti guadagni di sopravvivenza per i politici possono essere dovuti a una varietà di fattori, comprese le differenze negli standard di assistenza sanitaria e a fattori di stile di vita come il fumo e la dieta. Anche la disponibilità di terapie migliorate per condizioni mediche più diffuse tra i politici (in particolare le malattie cardiovascolari) potrebbe aver svolto un ruolo. Sia Franklin Delano Roosevelt che Winston Churchill hanno soffrivano di ipertensione e alla fine sono morti di ictus. Ma da quando i farmaci antipertensivi sono diventati ampiamente disponibili, negli anni ‘60, il rischio di morte per malattie circolatorie è diminuito in modo significativo.

I ricercatori aggiungono infine che, dal momento che lo studio si è concentrato sui paesi ad alto reddito, i risultati potrebbero non essere generalizzabili a quellia basso e medio reddito.

Fonte
Clarke PM et al. The comparative mortality of an elite group in the long run of history: an observational analysis of politicians from 11 countries. Eur J Epidemiol 2022:23:1-9.

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