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Il clima minaccia il futuro degli alberi di Natale

Col Natale alle porte, le case e gli spazi pubblici di tutto il mondo si popolano di decorazioni festive e gli alberi di Natale sono spesso gli indiscussi protagonisti. Ma per questa amata tradizione il futuro non si annuncia molto roseo e la causa è (ancora una volta) il cambiamento climatico.

Gli alberi di Natale, come tutte le colture, sono infatti sempre più vulnerabili agli effetti del riscaldamento globale. L’aumento delle temperature, le siccità prolungate, gli eventi meteorologici estremi e gli inverni più caldi sono tutte condizioni che favoriscono la diffusione di parassiti, malattie e funghi, danneggiando o uccidendo gli alberi.

Il National Centers for Environmental Information avverte che “il clima della Terra sta cambiando in direzione di uno più caldo e gli alberi di Natale non si stanno adattando abbastanza velocemente”. Per fare l’esempio, più clamoroso, il caldo estremo in Oregon, il principale produttore statunitense di alberi di Natale, ha distrutto il 70% delle piantine durante l’estate record del 2021. Il risultato per le piante adulte è stato aghi secchi e rese ridotte, perdite che corrispondono all’aumento dei costi per i consumatori, oltre alla persistente carenza di offerta dovuta alla recessione del 2008.

Nel frattempo, la Carolina del Nord, il secondo produttore in ordine di grandezza, è stata bersagliata da uragani e frane che hanno devastato le coltivazioni più piccole. Lo Stato impiega oltre 40.000 acri di territorio per la produzione di alberi di Natale, per un valore di oltre 250 milioni di dollari. Ma gli eventi meteorologici estremi rappresentano ormai una costante minaccia per questo settore.

Ciononostante l’industria degli alberi di Natale si sta evolvendo. Justin Whitehill, ricercatore della North Carolina State University, sottolinea l’importanza di questi tentativi di adattamento. Il suo team sta conducendo studi genetici sull’abete di Fraser, una varietà molto diffusa, per sviluppare alberi più resistenti al clima. Il loro lavoro si concentra sul miglioramento della resistenza ai parassiti e sulla conservazione degli aghi, fondamentale per mantenere l’estetica degli alberi durante le festività natalizie. Inoltre i ricercatori mirano ad aiutare gli alberi ad adattarsi ai climi più caldi e ai modelli meteorologici imprevedibili. Whitehill spiega che i climi più miti e i periodi di raccolta anticipata interrompono il ciclo naturale di dormienza degli alberi, causando la perdita prematura degli aghi. “In pratica stiamo stressando gli alberi all’estremo”, sintetizza.

Anche se il futuro degli alberi di Natale è piuttosto incerto, la ricerca e l’innovazione in offrono quindi più di una speranza. Cecando di capire la genetica degli alberi e adattando le pratiche agricole, i coltivatori mirano a preservare questa tradizione natalizia per le generazioni a venire, ma la lotta al cambiamento climatico rimane essenziale per garantire la sostenibilità a lungo termine degli alberi di Natale.

Fonte
National Centers for Environmental Information. A Christmas Tree’s Journey

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