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Il direttore di PLoS Medicine, tra pratica medica e redazione

Pubblicato lunedì 23 Ottobre 2017

Larry Peiperl, il direttore di PLoS Medicine, riflette sul ruolo delle riviste biomediche, di chi le guida, e sulle analogie con la professione medica.

“Pubblicare una rivista di medicina comporta delle sfide specifiche, non ultima, dover decidere quali progressi potrebbero essere di interesse pratico. In un mondo ideale ogni medico che lo desideri dovrebbe trascorrere del tempo nella redazione di una rivista medica. I medici che esercitano la professione potrebbero dire direttamente agli editor cosa è che rende la ricerca clinica interessante o utile”, scrive Peiperl. Ma i medici sono molti e le riviste di medicina generale sono relativamente poche, per cui è più realistico che, per far sì che le riviste mantengano il collegamento con la pratica medica, siano i direttori stessi a dedicare del tempo alla clinica.

Peiperl racconta di come si sia scontrato con la disapprovazione di un collega, direttore di un’altra importante rivista medica, alla sua confessione di non riuscire più a lavorare in ospedale, troppo preso dagli impegni editoriali. E racconta di come, durante le riunioni di redazione, si riferisse ai manoscritti dicendo “questo paziente”, anziché “questo articolo”. E parla anche della nostalgia per i gesti che caratterizzavano la sua professione medica.

Distorsioni metodologiche e mal di gola
Eppure ci sono delle analogie tra le responsabilità di chi pubblica una rivista e di chi fa il medico. Il ruolo principale del direttore di una rivista di medicina è quello di allargare la base delle evidenze: “Questo significa assicurare, per lo più attraverso un attento processo di referaggio, la validità e la trasparenza degli articoli che andranno a far parte della ‘letteratura’”. Smorzare dichiarazioni iperboliche, identificare distorsioni metodologiche, essere attenti a questioni relative all’etica e alla riservatezza sono come i mal di gola e le lombalgie per i clinici “nell’insieme routine, individualmente unici: richiedono vigilanza per individuare quei pochi casi che potrebbero rappresentare un problema più serio”.

Il ruolo principale di un medico è prendersi cura del paziente: Peiperl illustra quanto questo comporti confrontarsi con la letteratura. Infatti il medico deve mediare “tra le generalizzazioni della ricerca pubblicata e le circostanze specifiche e i desideri dell’individuo. La sfida è rappresentata dal riuscire a tenersi aggiornato con la letteratura, discernere gli aspetti rilevanti della storia del paziente e proporre un piano che concili l’una all’altra, compatibilmente con le conoscenze e le risorse disponibili. Il tutto cercando di comprendere quando è il caso di mettere rispettosamente in discussione la letteratura, la storia del paziente o – quando i costi entrano in conflitto con il beneficio clinico – le risorse disponibili”.

Un lieto fine
Il direttore di PLoS Medicine continua raccontando come sia stato, per sua fortuna, chiamato a collaborare in qualità di supervisore in un ospedale pubblico, dove “di continuo, le evidenze provenienti da articoli di riviste sottoposti a un attento processo di referaggio, quanto più open tanto meglio, passano sotto la lente delle storie di ciascun paziente”.

Concludendo, Peiperl sottolinea come le funzioni di chi pubblica una rivista medica e di chi esercita la professione medica siano interdipendenti. Va preservata la “connessione vitale tra ‘la letteratura’ e le realtà della pratica medica, che dovrebbe sempre permeare la prospettiva di chi dirige una rivista su quanto è rilevante”.

L’editoriale che vi abbiamo segnalato è stato concepito e scritto da Larry Peiperl ed è stato rivisto e revisionato da sette editor della rivista: un esempio pratico della cura con la quale vengono gestiti gli articoli, e dell’importanza del lavoro di squadra.

Fonte:
Peiperl L, on behalf of The PLOS Medicine Editors. Keeping it real: A journal editor in clinic. PLoS Med 2017; 14(9): e1002394. https://doi.org/10.1371/journal.pmed.1002394

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