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Il plasma arricchito in piastrine nei traumi muscoloscheletrici

Pubblicato venerdì 4 Marzo 2016

Le terapie basate su plasma arricchito in piastrine (PRP, platelet rich plasma) stanno diventando sempre più popolari nel trattamento di lesioni muscolari, tendinee e dei legamenti.

Cosa sono le PRP? Le PRP sono preparazioni provenienti da plasma sanguigno autologo che viene centrifugato o filtrato, ottenendo la separazione di una frazione con una concentrazione di piastrine molto superiore al valore normale. Possono essere utilizzate da sole, o nell’ambito dell’intervento chirurgico, per far sì che arrivi al tessuto colpito un’alta “dose” di fattori di crescita e altre proteine bioattive, come le citochine e le chemochine.

Sul BMJ una breve rassegna fa il punto su quanto si sa sulle PRP. Lo studio più ampio è una revisione sistematica Cochrane (2013) che include 19 RCT per valutare rischi e benefici delle terapie ricche di piastrine nei traumi dei tessuti molli muscoloscheletrici. Gli autori non hanno rilevato miglioramenti clinicamente significativi relativamente al dolore e alla funzionalità, concludendo che non ci sono evidenze sufficienti per sostenere l’uso delle PRP. Analizzando ulteriori RCT, per un totale di 476 partecipanti, è risultato difficile trarre delle conclusioni chiare sull’efficacia delle PRP.

“Nei traumi dei tessuti molli muscoloscheletrici, l’uso routinario delle PRP nella pratica clinica non può essere raccomandato, vista la mancanza di evidenze di elevata qualità a sostegno della loro efficacia”, affermano gli autori, e concludono che tale trattamento andrebbe offerto “solo nel contesto di trial clinici ben disegnati, dopo il consenso informato, con spiegazioni verbali di elevata qualità”, avvertendo i pazienti che allo stato attuale ci sono evidenze insufficienti. Infine, chi offre tale trattamento dovrebbe chiedere alle aziende produttrici di fornire informazioni sulle concentrazioni di piastrine e di fattori di crescita, sulla vitalità e l’attività emostatica delle piastrine.

Fonte:
Keene DJ, Alsousou J, Willett K. How effective are platelet rich plasma injections in treating musculoskeletal soft tissue injuries? BMJ 2016;352:i517

Ricordiamo che le operatrici e gli operatori sanitari delle ASL del Lazio hanno liberamente accesso fino al 25 marzo 2016 alla Cochrane Library. Per saperne di più: La Cochrane Library accessibile dalla BAL.

Leggi il testo completo della review:

Moraes VY, Lenza M, Tamaoki MJ, Faloppa F, Belloti JC. Platelet-rich therapies for musculoskeletal soft tissue injuries. Cochrane Database Syst Rev. 2013 Dec 23;12:CD010071. doi: 10.1002/14651858.CD010071.pub2.

 La ARS Toscana ha prodotto una revisione rapida proprio su questo argomento: “E’ efficace l’uso del PRP nel trattamento dei traumi muscoloscheletrici degli sportivi?” (Giugno 2014 – Revisione rapida 02).

Riportiamo qui le indicazioni generali:

La rapid review sintetizza le prove che emergono dalla letteratura scientifica sull’efficacia dell’uso del PRP (platelet rich plasma) nel trattamento dei traumi muscoloscheletrici negli sportivi. Il suo scopo è di supportare le conoscenze in merito a tale intervento.

Indicazioni

  • Non vi sono evidenze robuste per poter sostenere l’adozione del PRP come trattamento delle lesioni muscoloscheletriche negli sportivi.
  • Gli studi presenti in letteratura sono di ridotta qualità metodologica.
  • Vi è eterogeneità nella formulazione del prodotto, nella preparazione e nella modalità di somministrazione.

Per quanto riguarda in particolare i traumi dei tessuti molli muscoloscheletrici, riferisce i risultati della revisione sistematica Cochrane del 2013: “Alla luce della letteratura reperita gli autori concludono che, l’evidenze a disposizione sull’uso del PRP per il trattamento delle lesioni muscoloscheletriche sono deboli. Pochi sono gli studi e di bassa qualità metodologica, vi è eterogeneità nei risultati, uso di diverse misure di risultato spesso non utili ai fini della pratica clinica. Gli autori fanno presente che i risultati relativi ad una singola sede non sempre posso essere generalizzati alla tipologia di lesione che le accomuna. Così come viene evidenziata un’eterogeneità clinica, risulta anche un’eterogeneità sulla metodologia di preparazione del PRP,  visto che ancora, secondo gli autori, non vi è un consenso sulla standardizzazione per la ricerca e l’uso clinico. Tali diversità potrebbero essere la causa della difformità nell’efficacia dell’intervento.

Infine gli autori concludono che:

  • Vi sono evidenze di bassa qualità per un sottoinsieme di trial che evidenziano un beneficio della sintomatologia dolorosa a breve termine.
  • Evidenze di qualità molto bassa indicano che non vi sono effetti clinici rilevanti sulla funzione a breve/lungo termine.
  • Evidenze di qualità molto bassa non riportano effetti avversi differenti da altre tipologie di trattamento.

Alla luce di quanto esposto la revisione riporta che complessivamente e per le singole condizioni, vi sono insufficienti evidenze per sostenere l’uso del PRP.”

Fonte:
ARS: E’ efficace l’uso del PRP nel trattamento dei traumi muscoloscheletrici degli sportivi? Giugno 2014 – Revisione rapida 02.

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