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Immunoglobuline e metilprednisolone per la sindrome infiammatoria multisistemica nei bambini

Pubblicato giovedì 11 Febbraio 2021

L’uso del metilprednisolone insieme alle immunoglobuline per via endovenosa migliora gli esiti della febbre causata dalla sindrome infiammatoria multisistemica nei bambini (MIS-C)? Una ricerca francese prova a offrire alcune risposte.

La forma più grave di infezione da Ccovid-19 nei bambini è associata a una sindrome infiammatoria multisistemica potenzialmente pericolosa per la vita, ma la terapia ottimale per questa condizione non è stata ancora chiarita.

Come è noto l’infezione da Covid-19 nei bambini che porta al ricovero in ospedale è rara, soltanto l’1% -2% dei casi. Tuttavia è stata segnalata sia in Europa che negli Stati Uniti una malattia iperinfiammatoria che si può presentare nei bambini da 2 a 4 settimane dopo una forma grave di Covid-19. Successivamente definita sindrome infiammatoria multisistemica nei bambini (MIS-C), la malattia è associata a una serie di caratteristiche cliniche tra cui febbre persistente, sintomi digestivi, eruzione cutanea, congiuntivite non purulenta e, nei casi più gravi, disfunzione cardiaca acuta che richiede supporto emodinamico nella maggior parte dei casi.

Alcuni bambini sono stati trattati con immunoglobuline endovena (IVIG) da sole o con corticosteroidi, come approccio empirico sulla base dell’efficacia di questo regime per la malattia di Kawasaki.

Data l’incertezza sulla terapia più efficace, gli autori dello studio hanno analizzato retrospettivamente i risultati dei bambini trattati con immunoglobuline da sole o in associazione a metilprednisolone (MP). Sono stati inclusi nell’analisi i bambini che si presentavano in ospedale e soddisfacevano i criteri di inclusione per MIS-C dell’OMS. Lo studio è iniziato nell’aprile 2020 e il follow-up è terminato il 6 gennaio 2021. L’outcome primario era rappresentato dal fallimento del trattamento definito come persistenza della febbre per 2 giorni dopo la terapia iniziale o recidiva della febbre dopo 7 giorni di trattamento. Gli esiti secondari includevano il verificarsi di disfunzione ventricolare sinistra acuta e la durata della degenza ospedaliera.

Risultati
Nell’analisi sono stati inclusi 105 bambini con un’età media di 8,6 anni (52% femmine), 34 dei quali hanno ricevuto IVIG e MP rispetto ai 72 che hanno utilizzato soltanto IVIG. I farmaci sono stati somministrati alla dose di 2 g/kg (IVIG) e MP da 0,8 a 1 mg/kg ogni 12 ore per 5 giorni. Il trattamento con IVIG e metilprednisolone è stato associato a un tasso inferiore di fallimento del trattamento, 9% vs. 38% (IVIG e MP vs. IVIG da sole; OR = 0,25, IC95% 0,09-0,70, p=0,008). È stata notata anche una differenza significativa nella disfunzione ventricolare sinistra acuta nel gruppo di combinazione e un tempo mediano più breve in ospedale (4 vs. 6 giorni, IVIG e MP vs. IVIG da sole). I risultati suggeriscono un beneficio dalla terapia di combinazione, anche tenendo conto delle intrinseche limitazioni che derivano dal disegno osservazionale dello studio.

Fonte
Ouldali N et al. Association of intravenous immunoglobulins plus methylprednisolone vs immunoglobulins alone with course of fever in multisystem inflammatory syndrome in children. JAMA. February 1, 2021. Epub ahead of print. doi:10.1001/jama.2021.0694

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