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Intelligenza artificiale: il punto di vista dei ricercatori

Un sondaggio condotto da Nature su oltre 1600 scienziati in tutto il mondo sull’uso e le percezioni degli strumenti di intelligenza artificiale (IA) nella ricerca scientifica rivela che sono sia preoccupati sia estremamente interessati e curiosi per le prospettive che si aprono grazie all’uso di questa nuova tecnologia.

Utilità dell’IA
La maggior parte dei ricercatori prevede che gli strumenti di IA saranno “molto importanti” o “essenziali” per i loro campi di ricerca nel prossimo decennio. Riconoscono che l’IA può accelerare l’elaborazione dei dati, velocizzare calcoli in precedenza virtualmente impossibili, facendo risparmiare tempo e denaro.

Preoccupazioni sull’IA
I ricercatori esprimono però anche preoccupazioni riguardo all’impatto che potrebbe avere l’IA sulla scienza. Sono stati sollevati temi come la dipendenza dalla riconoscibilità dei modelli senza comprenderli, il rischio di bias o di discriminazione nei dati, la possibilità di frodi e la potenziale irriproducibilità della ricerca a causa di un uso non ponderato dell’IA.

Ruolo dei chatbot
I chatbot, come ChatGPT, sono citati come strumenti imprescindibili e, allo stesso tempo, fonti di preoccupazione. Gli scienziati sottolineano il valore positivo per migliorare la scrittura scientifica e facilitare la comprensione dell’inglese per i ricercatori non madrelingua, ma sono anche preoccupati per la diffusione di informazioni errate, plagio e la perpetuazione di bias.

Barriere all’uso dell’IA
Le barriere all’uso dell’IA variano a seconda delle categorie di ricercatori. Chi studia direttamente l’IA lamenta la mancanza di risorse di calcolo, finanziamenti e dati di alta qualità. Altri ricercatori, che utilizzano l’IA nelle ricerche si preoccupano della carenza di personale esperto e risorse di formazione, oltre a questioni di sicurezza e privacy. Alcuni ricercatori che non usano l’IA ritengono che non ne abbiano bisogno o che non sia utile per le loro ricerche.

Preoccupazioni etiche e sociali
Gli scienziati sono preoccupati per l’uso dell’IA nella diffusione di informazioni errate, l’uso di armi automatizzate basate sull’IA e la sorveglianza assistita dall’IA. Fatta la tara su tutto questo, la maggior parte ritiene che l’IA sia qui per restare e sottolineano la necessità di concentrarsi su come massimizzare i benefici e mitigare i problemi.

In generale, il sondaggio mostra che l’IA sta giocando un ruolo sempre più importante nella ricerca scientifica, ma mette anche in evidenza le sfide e le responsabilità etiche associate al suo uso.

Fonte
Van Noorden R, Perkel JM. AI and science: what 1,600 researchers think. Nature. 2023 Sep;621(7980):672-675.

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