BAL Lazio

Notizie

Invecchiare bene è una questione di status

Pubblicato giovedì 5 Aprile 2018

L’invecchiamento sano è considerato ormai una priorità di salute pubblica in molti paesi del mondo. Lo stesso Piano d’azione globale dell’Oms per la prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili ha fissato un obiettivo di riduzione del 25% entro il 2025 per la mortalità prematura da malattie croniche. Tuttavia, accanto ai “soliti sospetti” (consumo elevato di alcol, attività fisica insufficiente, tabacco, ipertensione, assunzione eccessiva di sale, diabete e obesità) studi recenti suggeriscono che individuare come target anche il basso status socioeconomico potrebbe portare a ulteriori guadagni in termini di longevità.

Gran parte delle evidenze sui benefici della riduzione dei consueti fattori di rischio comporta endpoint “hard”, ad esempio mortalità e morbilità, mentre pochi studi si sono concentrati su obiettivi di intervento aggiuntivi come le situazioni socioeconomiche o misure più ampie di benessere, come il funzionamento fisico.

Un recente studio di coorte multicentrico pubblicato sul BMJ (37 studi da 24 paesi, 109.000 partecipanti tra i 45 e 90 anni, periodo 1990-2017) ha mostrato che il numero di anni di funzionamento  persi a causa di situazioni socioeconomiche sfavorevoli è paragonabile o superiore al numero di anni persi a causa dei principali fattori di rischio per malattie croniche.

Per misurare il funzionamento fisico i ricercatori hanno utilizzato la velocità di camminata, che è un indicatore semplice e abbastanza sensibile della capacità funzionale complessiva. Camminare infatti è un compito complesso che richiede energia, equilibrio, controllo del movimento e coordinazione dei sistemi muscoloscheletrico, nervoso, respiratorio e cardiovascolare. La velocità della deambulazione inoltre diminuisce con l’età ed è un predittore indipendente di sopravvivenza, limitazioni funzionali, ricovero ospedaliero e declino cognitivo.

Dai dati dello studio, a 60 anni, circa 6 anni di buon funzionamento fisico vanno persi a causa di circostanze socioeconomiche sfavorevoli. Detto in altre parole, le persone di 60 anni e di basso livello socioeconomico hanno la stessa velocità di deambulazione delle persone di 66,6 anni di alto livello socioeconomico (anni di funzionamento persi 6,6 anni, IC95% da 5,0 a 9,4). Gli anni di funzionamento persi sono paragonabili a quelli persi nel caso di obesità, diabete e attività fisica insufficiente (range 5,1-5,6 anni per gli uomini e 5,4-7,5 anni per le donne), inferiori invece agli anni persi (per fumo, ipertensione e alcol (range 0,7-3,0 anni per gli uomini e 3,0 a -0,1 anni per le donne).

È interessante notare che sono di più gli anni di funzionamento persi nei paesi ad alto reddito e che il funzionamento fisico continua a diminuire in funzione dei fattori di rischio sfavorevoli tra i 60 e gli 85 anni.

Di fatto, lo studio – di natura osservazionale e quindi non in grado di fornire prove di causalità – suggerisce  che un’attuazione efficace del piano d’azione globale dell’OMS per la prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili e le politiche di riduzione delle disuguaglianze socioeconomiche potrebbero essere fondamentali per le strategie che favoriscono l’invecchiamento in buona salute.

Fonte
Stringhini S et al. Socioeconomic status, non-communicable disease risk factors, and walking speed in older adults: multi-cohort population based study. BMJ 2018; 360: k1046.

Tagged ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Accedi agli articoli

Dehmer SP et al. Aspirin use to prevent cardiovascular disease and colorectal cancer: a decision analysis: technical report [Internet]. Rockville (MD): Agency for Healthcare Research and Quality (US); 2015 Sep. Report No.: 15-05229-EF-1.

Ezekowitz JA et al.; SODIUM-HF Investigators. Reduction of dietary sodium to less than 100 mmol in heart failure (SODIUM-HF): an international, open-label, randomised, controlled trial. Lancet 2022:S0140-6736(22)00369-5.

Fang Z et al. The role of mendelian randomization studies in deciphering the effect of obesity on cancer. JNCI: Journal of the National Cancer Institute 2022; 114 (3); 361-71.

Wong Chung JERE et al. Time to functional recovery after laser tonsillotomy performed under local anesthesia vs conventional tonsillectomy with general anesthesia among adults: a randomized clinical trial. JAMA Netw Open 2022;5(2):e2148655. JAMA Netw Open. 2022;5(2):e2148655.

Sundbøll J. Risk of parkinson disease and secondary parkinsonism in myocardial infarction survivors. Journal of the American Heart Association 2022; doi: 10.1161/JAHA.121.022768

Ferroni E et al. Gender related differences in gastrointestinal bleeding with oral anticoagulation in atrial fibrillation. J Cardiovasc Pharmacol Ther 2022;27:10742484211054609.

Lowenstein M et al. Sustained implementation of a multicomponent strategy to increase emergency department-initiated interventions for opioid use disorder. Ann Emerg Med 2021:S0196-0644(21)01380-9.

Okereke OI et al. Effect of long-term supplementation with marine omega-3 fatty acids vs placebo on risk of depression or clinically relevant depressive symptoms and on change in mood scores: a randomized clinical trial. JAMA 2021;326(23):2385-2394.

Gaillard EA et al. European Respiratory Society clinical practice guidelines for the diagnosis of asthma in children aged 5-16 years. Eur Respir J 2021;58(5):2004173.

Slomski A. Thousands of US youths cope with the trauma of losing parents to COVID-19. JAMA. Published online November 17, 2021.

Hillis SD, Blenkinsop A, Villaveces A, et al. COVID-19-associated orphanhood and caregiver death in the United States. Pediatrics. 2021 Oct 7:e2021053760.

Una finestra sull’open access

  • BMC Family Practice
  • BMC Medical Education
  • BMC Nursing
  • BMJ Open
  • PLOS Medicine