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Ipertensione: come vanno le cose nel mondo

Pubblicato sabato 28 Agosto 2021

Negli ultimi trent’anni gli adulti tra i 30 e i 79 anni con ipertensione sono aumentati da 650 milioni a 1,28 miliardi. Questi i risultati della prima analisi globale sull’ipertensione (prevalenza, diagnosi, trattamento e controllo) condotta dall’Imperial College di Londra e dall’OMS, e pubblicato su The Lancet.

Lo studio è stato condotto da una rete globale di medici e ricercatori sul periodo 1990-2019, utilizzando la misurazione della pressione arteriosa e i dati di trattamento di oltre 100 milioni di persone in 184 paesi e coprendo di fatto il 99% della popolazione mondiale, il che lo rende a oggi la revisione più completa delle tendenze mondiali dell’ipertensione.

Analizzando questa enorme quantità di dati i ricercatori hanno scoperto che nel complesso non si è assistito a un grande scostamento nel tasso di ipertensione globale dal 1990 al 2019. Si è verificata invece un’inversione di tendenza: il tasso di ipertensione è diminuito nei paesi ricchi – che ora hanno in genere alcuni dei tassi più bassi – ma è aumentato in molti paesi a basso o medio reddito. Nel 2019 oltre un miliardo di persone (l’82% di tutte le persone con ipertensione nel mondo) viveva in paesi a basso e medio reddito.

Canada, Perù e Svizzera hanno avuto la prevalenza più bassa nel 2019, mentre alcuni dei tassi più alti sono stati osservati in Repubblica Dominicana, Giamaica e Paraguay per le donne e Ungheria, Paraguay e Polonia per gli uomini.

Da rilevare che la percentuale di persone che soffrono di ipertensione è cambiata tutto sommato di poco dal 1990 mentre il numero assoluto è quasi raddoppiato (1,28 miliardi). Il fatto è dovuto soprattutto alla crescita della popolazione e all’invecchiamento.

Diagnosi e trattamento: il mondo è ancora indietro
Anche se l’ipertensione è semplice da diagnosticare e relativamente facile da trattare con farmaci a basso costo, lo studio ha rivelato lacune significative proprio nella diagnosi e nel trattamento. Circa 580 milioni di persone con ipertensione (41% delle donne e 51% degli uomini) non erano a conoscenza della loro condizione perché non gli era mai state diagnosticata.

Dallo studio emerge anche che più della metà delle persone (53% delle donne e 62% degli uomini) con ipertensione (720 milioni) non riceveva il trattamento di cui aveva bisogno: la pressione sanguigna era sotto controllo in meno di 1 donna su 4 e di 1 uomo su 5.

In Canada, Islanda e Repubblica di Corea gli ipertesi di entrambi i sessi avevano maggiori probabilità di ricevere farmaci per trattare e controllare efficacemente la loro patologia con oltre il 70% che ha ricevuto un trattamento nel 2019. Uomini e donne nell’Africa sub-sahariana, Asia centrale, sud e sud-est e le nazioni delle isole del Pacifico avevano al contrario meno probabilità di ricevere farmaci. I tassi di trattamento erano inferiori al 25% per le donne e al 20% per gli uomini nella maggioranza dei paesi di queste regioni del mondo.

È invece incoraggiante che alcuni paesi a reddito medio (Costa Rica e Kazakistan su tutti) abbiano raggiunto tassi di trattamento e controllo migliori rispetto alla maggior parte delle nazioni ad alto reddito.

Le nuove linea guida OMS
Sono state da poco pubblicate le “Linea guida dell’OMS per il trattamento farmacologico dell’ipertensione negli adulti” proprio con l’obiettivo di aiutare i paesi a migliorare la gestione dell’ipertensione.

Le raccomandazioni riguardano il livello di pressione a partire dal quale iniziare il trattamento (una massima oltre i 130 mmHg per chi ha fattori di rischio, 140/90 mmHg per tutti gli altri), il tipo di farmaci o la combinazione di farmaci da utilizzare, il livello di pressione target e la frequenza con cui eseguire i controlli di follow-up sulla pressione.

“Non può essere sopravvalutata la necessità di gestire meglio l’ipertensione. Seguendo le raccomandazioni di queste nuove linea guida, aumentare e migliorare l’accesso ai farmaci per la pressione sanguigna, identificare e trattare le comorbilità come il diabete e malattie cardiache preesistenti, promuovendo diete più sane e attività fisica regolare e controllando in modo più rigoroso il consumo di tabacco, i paesi saranno in grado di salvare vite umane e ridurre le spese per la salute pubblica”, ha commentato Bente Mikkelsen, direttore del Dipartimento delle malattie non trasmissibili dell’OMS.

Fonte
NCD Risk Factor Collaboration (NCD-RisC). Worldwide trends in hypertension prevalence and progress in treatment and control from 1990 to 2019: a pooled analysis of 1,201 population-representative studies with 104 million participants. The Lancet 2021.

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