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Isterectomia: meglio non asportare anche le ovaie in caso di patologie benigne?

Pubblicato lunedì 27 Marzo 2017

Secondo un ampio studio britannico, l’asportazione  delle ovaie nel corso di una isterectomia aumenterebbe il rischio di cardiopatia ischemica, tumori e morte prematura nelle donne in premenopausa.

In caso di isterectomia vengono spesso rimosse entrambe le ovaie come profilassi contro il rischio di tumore ovarico. Tuttavia la rimozione delle ovaie può avere effetti dannosi a lungo termine: una diminuzione degli estrogeni endogeni può infatti aumentare il rischio di malattia cardiovascolare o di mortalità da tutte le cause, ma ci sono attualmente poche evidenze.

Uno studio britannico pubblicato sul BMJ ha analizzato i dati di morbosità e mortalità attraverso un record linkage (o collegamento) tra il registro nazionale di mortalità  e i dati dei sistemi informativi sanitari (English Hospital Episode Statistics database). I dati erano relativi a 113 679 pazienti di età compresa tra 35 e 45 anni sottoposte a isterectomia per condizioni benigne tra l’aprile 2004 e il marzo 2014. Un terzo delle pazienti era stata sottoposta ad asportazione bilaterale delle ovaie.

Ricoveri
Considerando nell’analisi diverse variabili demografiche e cliniche, le pazienti che non avevano subito tale intervento avevano minori probabilità di essere ricoverate per cardiopatia ischemica dopo l’isterectomia rispetto a quelle sottoposte a rimozione bilaterale. (Adjusted hazard ratio 0.85, 95% intervallo di confidenza 0.77-0.93; P=0.001); avevano anche meno probabilità di essere successivamente ricoverate per un tumore (adjusted HR 0.83, 0.78-0.89; P<0.001).

Mortalità
È stata riscontrata anche una differenza significativa nella mortalità da tutte le cause: nelle pazienti in cui erano state conservate le ovaie era dello 0.60% (456/76 581) e in quelle in cui erano state asportate era dell’1.01% (376/37 098) (adjusted HR 0.64, 0.55-0.73; P<0.001). In particolare si registravano meno decessi legati a malattie cardiache (HR 0.50, 0.28.-0.90; P=0.02) e tumori (HR 0.54, 0.45-0.65; P<0.001) nel gruppo di donne in cui non erano state asportate le ovaie. In quest’ultime, inoltre, la mortalità per tumore è risultata essere più bassa in ogni tipologia di tumore individuata, a eccezione dei tumori dell’apparatato riproduttivo femminile escluso ovaio e seno, e del polmone.  Non sono state rilevate differenze significative tra i due gruppi di pazienti relativamente ai suicidi.

I dati confermano quanto era emerso da studi precedenti, in particolare dal Nurses’ Health Study che aveva analizzato i dati di una coorte di 30117 partecipanti sottoposte a una isterectomia per patologie benigne: lo studio aveva evidenziato che la mortalità da tutte le cause, la mortalità da cardiopatia ischemica e da cancro diminuivano in modo significativo quando le ovaie non venivano rimosse. Nonostante tali dati, si registra “solo una lenta diminuzione nell’esecuzione di questo intervento: nel 2014 quasi 9000 donne sono state sottoposte a isterectomia per una patologia benigna nella fascia d’età in questione”, dicono gli autori dell’articolo, e aggiungono “queste donne probabilmente sono interessate al nostro studio e potrebbero esserne influenzate. Il 40% delle donne senza fattori di rischio specifici per tumori al sistema riproduttivo ha subito l’asportazione delle ovaie nel corso dell’isterectomia nella fascia d’età compresa tra 35 e 45 anni”. Una proporzione superiore, probabilmente, a quella che si sarebbe avuta se le donne fossero state consapevoli dei peggiori esiti per la salute collegati a tale intervento. In questo caso “potremmo aspettarci che la proporzione di donne che sceglie di sottoporsi all’asportazione bilaterale delle ovaie diminuirebbe, una volta che sono stati messi a fuoco quali sono i rischi per la salute che bisogna correre per diminuire l’incidenza di tumore alle ovaie”.

Fonti:
Mytton J et al. Removal of all ovarian tissue versus conserving ovarian tissue at time of hysterectomy in premenopausal patients with benign disease: study using routine data and data linkage. BMJ 2017;356:j372
Parker WH, Broder MS, Chang E, et al. Ovarian conservation at the time of hysterectomy and long-term health outcomes in the nurses’ health study. Obstet Gynecol2009;356:1027-37. doi:10.1097/AOG.0b013e3181a11c64 pmid:19384117.
Parker WH, Feskanich D, Broder MS, et al. Long-term mortality associated with oophorectomy compared with ovarian conservation in the nurses’ health study. Obstet Gynecol2013;356:709-16. doi:10.1097/AOG.0b013e3182864350 pmid:23635669.

One thought on “Isterectomia: meglio non asportare anche le ovaie in caso di patologie benigne?”

  1. Monica ha detto:

    Purtroppo delle conseguenze a cui va incontro una donna con l’asportazione delle ovaie, non si parla minimamente, ti viene presentata sempre la possibilità di cancro ovarico….! La maggior parte dei medici è interventista!

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