La roulette degli effetti collaterali in oncologia e l’importanza dei PROS

Gli studi clinici in oncologia sono generalmente accuratamente strutturati per valutare l’efficacia e la sicurezza dei farmaci anticancro, ma spesso trascurano un aspetto rilevante per i pazienti: la “tollerabilità”.

Ad esempio, un paziente che soffre di diarrea potrebbe non presentare una frequenza così elevata da rappresentare un rischio per la sicurezza del farmaco e il suo processo di approvazione, ma tale sintomo potrebbe comunque compromettere significativamente la normale vita quotidiana di una persona, rendendo difficili anche semplici attività come uscire di casa. Negli ultimi dieci anni, gli organismi di regolamentazione hanno iniziato a incoraggiare i responsabili degli studi sui farmaci a raccogliere maggiori dettagli sulla tollerabilità, chiamati “esiti segnalati dai pazienti” o Patient Reported Outcomes. Tuttavia, tali misure non sono obbligatorie, né è obbligatoria la loro segnalazione.

L’inclusione di ulteriori domande o criteri di valutazione nei test sui farmaci antitumorali deve essere condotta attentamente, garantendo che i risultati siano rilevanti per i pazienti e che la raccolta dei dati non diventi eccessivamente onerosa. Tuttavia, è fondamentale comprendere meglio la tollerabilità di un farmaco poiché questo influisce sulla decisione del paziente di continuare o meno il trattamento, anche se questo si dimostra altamente efficace.

I pazienti possono interrompere la partecipazione agli studi clinici per molteplici motivi, tra cui la progressione della malattia. Ma talvolta la ragione è che il paziente stesso o il medico ritengono che gli effetti collaterali raggiungano un livello non tollerabile. All’interno degli studi, gli esperti monitorano una vasta gamma di possibili effetti collaterali ed eventi avversi, utilizzando una serie di criteri stabiliti dagli enti di regolamentazione.

Tuttavia, è importante notare che i dettagli raccolti non sono sempre segnalazioni dirette dei pazienti, ma spesso interpretazioni dei clinici. Questo ha portato a sottostime nella frequenza e gravità dei sintomi rispetto a quanto riferito direttamente dai pazienti. Ad esempio, uno studio del 2015 ha evidenziato una sottostima da parte dei medici di sei effetti collaterali, tra cui stitichezza, perdita di capelli e nausea, rispetto a quanto riportato dai pazienti.

Inoltre, i rapporti sui sintomi raccolti dai clinici vengono spesso semplificati nei documenti di ricerca, utilizzando un linguaggio che potrebbe minimizzare la gravità degli effetti avversi, sebbene questi siano stati valutati come di grado 3 o 4 sulla scala di valutazione. Ciò sottolinea la necessità di considerare attentamente le esperienze dei pazienti nel valutare la tollerabilità di un farmaco.

La tolleranza agli effetti collaterali può variare in base a diversi fattori, come l’età del paziente, lo stadio del cancro e altre circostanze. Pazienti con tumore al seno in fase iniziale possono essere più disposti ad accettare gli effetti tossici del trattamento poiché possono vedere la possibilità di guarigione. Tuttavia, con la progressione del cancro, la priorità del paziente potrebbe spostarsi verso la qualità della vita.

L’utilizzo dei Patient Reported Outcomes (PRO), ovvero esiti segnalati direttamente dai pazienti, riveste un’importanza cruciale negli studi clinici per diversi motivi:

Prospettiva del paziente: I PRO consentono ai pazienti di comunicare direttamente la loro esperienza durante il trattamento. Questo fornisce una prospettiva unica e dettagliata su come il farmaco influisce sulla loro qualità di vita, sulla gestione dei sintomi e sull’impatto che gli effetti collaterali possono avere sulle attività quotidiane. Questi dati riflettono meglio le sfumature e la soggettività delle condizioni dei pazienti, andando oltre le valutazioni cliniche.

Migliore comprensione della tollerabilità: L’integrazione dei PRO negli studi clinici consente di ottenere una comprensione più approfondita della tollerabilità dei farmaci. Questi dati aiutano a identificare gli effetti collaterali che possono non essere considerati gravi dal punto di vista clinico, ma che hanno un impatto significativo sulla vita quotidiana dei pazienti.

Supporto alle decisioni terapeutiche. I PRO forniscono informazioni preziose che possono supportare sia i medici che i pazienti nella scelta del trattamento più adatto. Comprendere come i pazienti percepiscono e vivono i trattamenti può influenzare le decisioni terapeutiche, migliorando l’aderenza al trattamento e la soddisfazione complessiva del paziente.

Inclusione della voce del paziente nel processo decisionale. Integrare i PRO nei protocolli degli studi clinici dimostra un impegno a includere la voce del paziente nel processo di ricerca. Ciò non solo migliora la qualità della ricerca, ma riconosce anche l’importanza di comprendere e rispettare le esperienze individuali dei pazienti.

Norme regolatorie e approvazione dei farmaci. Negli ultimi anni, le agenzie regolatorie stanno sempre più considerando l’inclusione dei PRO come parte delle prove necessarie per l’approvazione dei farmaci. Questo rafforza ulteriormente la necessità di includere la prospettiva del paziente nei dati raccolti durante gli studi clinici. Il National Cancer Institute ha sviluppato tali misure, che possono essere aggiunte alla serie standard di criteri di segnalazione degli eventi avversi. I funzionari della Food and Drug Administration raccomandano inoltre l’inclusione dei risultati riferiti dai pazienti, anche attraverso una bozza di linee guida per l’industria farmaceutica pubblicata nel 2021.

Complessivamente, l’utilizzo dei PRO negli studi clinici non solo arricchisce la comprensione della sicurezza e dell’efficacia dei farmaci, ma migliora anche l’empatia, l’efficienza e l’aderenza al trattamento, ponendo il paziente al centro delle decisioni terapeutiche e della ricerca clinica.

Raffaele Giusti

UOC Oncologia Medica
Azienda Ospedaliero Universitaria Sant’Andrea, Roma

Letture consigliate
Gyawali B. Reporting harms more transparently in trials of cancer drugs. BMJ 2018;363.
Di Maio M. Symptomatic toxicities experienced during anticancer treatment: agreement between patient and physician reporting in three randomized trials. Journal of Clinical Oncology 2015;33(8):910-915.
https://www.fda.gov/media/149994/download

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