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La salute della donna è (anche) questione di stigma

Negli Stati Uniti è stata condotta una revisione della letteratura per descrivere lo stigma relativo all’infezione da HPV, alla vaccinazione, al tumore della cervice uterina e allo screening.

Il cancro della cervice è uno dei tumori prevenibili con una vaccinazione, quella contro l’HPV, e attraverso lo screening. Tuttavia a percentuale di donne americane che è in regola con lo screening è diminuita tra il 2013 e il 2018 e la malattia colpisce in modo non proporzionale le minoranze razziali ed etniche e le persone a basso reddito donne.

L’ipotesi dello studio è che lo stigma possa svolgere un ruolo nell’esitazione dei genitori rispetto alla vaccinazione HPV dei propri figli, e nella scelta delle donne di partecipare ai programmi di screening.

In generale le radici dello stigma stanno nella sua associazione con l’HPV come infezione trasmessa sessualmente, in più esiste la convinzione che questo tumore prevenibile corrisponda all’incapacità da parte delle donne che ne sono colpite di assumersi la responsabilità della propria salute.

Sulla base dei risultati di 14 studi, la revisione riassume quanto è noto ad oggi sullo stigma legato all’infezione e alla vaccinazione da HPV, sul tumore della cervice uterina e sullo screening. I fattori esplorati negli studi inclusi sono stati organizzati in temi corrispondenti alle caratteristiche dei domini dell’HSDF (Health Stigma and Discrimination Framework) sviluppato da Stangl e colleghi: driver e facilitatori dello stigma (dominio 1); marcatura dello stigma (dominio 2) ed esperienze e pratiche di stigma (dominio 3).

I driver più comuni di stigma esplorati in questi studi sono stati la paura del giudizio e del rifiuto sociale, l’auto-colpevolizzazione e la vergogna.

I cosiddetti facilitatori dello stigma possono guidare comportamenti di salute positivi o negativi. I facilitatori positivi identificati in questi studi riguardavano le norme sociali che normalizzavano la vaccinazione, e poi i problemi di salute a lungo termine che fornivano la motivazione per ricevere o accettare il vaccino HPV.

Il genere e le norme sociali erano invece importanti facilitatori negativi dello stigma. Sia l’infezione da HPV che il cancro del collo dell’utero erano condizioni che portavano alla marcatura dello stigma, principalmente attraverso l’idea che entrambi sono prevenibili e derivano da comportamenti in qualche modo incauti.

Tra le esperienze di stigma collegate all’infezione da HPV, al cancro del collo dell’utero e ai risultati di screening anormali c’erano un’immagine di sé alterata basata sullo stigma percepito/anticipato e la discriminazione.

Gli autori della revisione si soffermano infine sulla necessità di un modello che funzioni per illustrare il legame tra lo stigma e la scarsa diffusione della prevenzione del cancro della cervice uterina. Ma anche il rapporto tra lo stigma e determinanti sociali, in particolare tra le donne a basso reddito e le minoranze, merita maggiori sforzi di comprensione per provare a ridurre l’incidenza, la morbilità e la mortalità di quel tipo di tumore nei paesi più in difficoltà.

Fonti
Peterson CE et al. Stigma and cervical cancer prevention: a scoping review of the U.S. literature. Preventive Medicine 2021;153:106849.
Stangl AL et al. The Health Stigma and Discrimination Framework: a global, crosscutting framework to inform research, intervention development, and policy on health-related stigmas. BMC Med 2019;17:31.

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