Una recente metanalisi, pubblicata su The Lancet, ha sollevato interrogativi rilevanti sull’efficacia degli antagonisti steroidei del recettore dei mineralcorticoidi (MRA), come lo spironolattone, nel ridurre la mortalità cardiovascolare nei pazienti con insufficienza renale in terapia sostitutiva.
Il lavoro ha aggiornato una precedente revisione sistematica, includendo un totale di 19 studi clinici randomizzati (RCT) e 4.675 partecipanti. I risultati mostrano che gli MRA non riducono significativamente la mortalità cardiovascolare, la mortalità per tutte le cause, o le ospedalizzazioni per insufficienza cardiaca nei pazienti in dialisi. In particolare, la mortalità cardiovascolare non è diminuita in modo significativo (rischio relativo 0,84; intervallo di confidenza [IC] 95% 0,69-1,03), così come la mortalità per tutte le cause (rischio relativo 0,89; IC 95% 0,78-1,02).
Inoltre, lo studio ha confermato un aumento del rischio di iperkaliemia grave (rischio relativo 2,12; IC 95% 1,51-2,98) e ginecomastia (rischio relativo 4,31; IC 95% 2,16-8,58). Gli autori concludono che gli MRA non dovrebbero essere prescritti per il solo scopo di prevenire la mortalità cardiovascolare in questa specifica popolazione di pazienti. Questo risultato sottolinea la necessità per la comunità nefrologica di concentrare la ricerca su nuove strategie terapeutiche per proteggere il cuore dei pazienti in dialisi.
Fonte
Pyne L et al. Safety and efficacy of steroidal mineralocorticoid receptor antagonists in patients with kidney failure requiring dialysis: a systematic review and meta-analysis of randomised controlled trials. Lancet 2025;406(10505):811-820.