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L’artrite reumatoide non viene da sola

Pubblicato giovedì 28 Novembre 2019

Uno studio caso-controllo condotto dalla Mayo Clinic su 3276 pazienti ha scoperto che le persone con malattia infiammatoria intestinale, diabete di tipo 1 o coaguli di sangue possono essere ad aumentato rischio di sviluppare artrite reumatoide. Lo studio, pubblicato nei Mayo Clinic Proceedings, ha anche evidenziato che le persone che hanno l’artrite reumatoide hanno un rischio maggiore di sviluppare malattie cardiache, coaguli di sangue e apnea notturna.

L’artrite reumatoide è una malattia infiammatoria cronica che non solo può colpire le articolazioni, ma anche danneggiare un’ampia varietà di sistemi corporei, inclusi i polmoni, il cuore e i vasi sanguigni. A differenza del danno da usura dell’osteoartrite, l’artrite reumatoide colpisce il rivestimento delle articolazioni, causando un gonfiore doloroso che può causare erosione ossea e deformità articolari.

Le comorbilità sono state collegate a risultati più scarsi per i pazienti con artrite reumatoide, tra cui peggioramento della disabilità fisica, declino funzionale, scarsa qualità della vita e aumento della mortalità. Ovviamente non si tratta della prima ricerca sulle comorbilità e sui loro effetti, ma a favore dello studio c’è la banca biologica della Mayo Clinic (una raccolta di campioni, inclusi sangue e derivati ​​del sangue, e informazioni sulla salute donate dai pazienti della stessa Mayo Clinic e da altri volontari), che contiene dati su 74 comorbilità, inclusa l’età di insorgenza.

“Abbiamo scoperto che le comorbilità si accumulano in modo accelerato dopo la diagnosi di artrite reumatoide”, commenta Vanessa Kronzer della Mayo Clinic. “Abbiamo anche scoperto che le malattie autoimmuni e l’epilessia possono predisporre allo sviluppo dell’artrite reumatoide, mentre le malattie cardiache e altre condizioni possono svilupparsi a causa dell’artrite reumatoide.”

Lo studio
Sono stati identificati 821 pazienti, con diagnosi di artrite reumatoide e prescrizione di farmaci antireumatici, in cura presso la Mayo Clinic in Minnesota e in Florida tra gennaio 2009 e febbraio 2018. Come controlli sono stati arruolate 2455 persone senza diagnosi di artrite, per un campione totale di 3276 individui. Attraverso un questionario i ricercatori hanno raccolto informazioni sia sulle caratteristiche individuali (età genere, BMI, livello di educazione, abitudine al fumo) sia sulla presenza di eventuali comorbilità e la loro data d’inizio.

Le comorbidità associate all’artrite reumatoide sono state ben 11 tra cui epilessia (odds ratio [OR], 2,13; P=0,009), fibrosi polmonare s (OR 4,63; P<0,001), apnea ostruttiva (OR 1,49; P=0,001).

I coaguli di sangue si sono verificati più comunemente nei casi di artrite reumatoide prima della diagnosi, suggerendo che l’infiammazione sistemica può iniziare ancora prima che i sintomi dell’artrite reumatoide siano clinicamente evidenti. Anche l’associazione con il diabete di tipo 1 prima della diagnosi di artrite reumatoide era forte, confermando il collegamento (e quindi la necessità di monitoraggio) tra artrite reumatoide e malattie autoimmuni.

Il filone di indagine ormai è aperto. Kronzer conferma che sono già in corso ricerche sulla storia familiare delle comorbilità e sulla loro associazione con l’artrite reumatoide. Un altro studio prevede l’uso di campioni di DNA donati dai partecipanti alla Maybank Clinic Biobank per identificare eventuali basi genetiche delle associazioni tra l’artrite reumatoide e altre malattie.

Fonte
Kronzer VL et al. Comorbidities as risk factors for rheumatoid arthritis and their accrual after diagnosis. Mayo Clinic Proceedings. In press. https://doi.org/10.1016/j.mayocp.2019.08.010

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