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Lezione di scienze per il nuovo presidente USA

Pubblicato giovedì 10 Novembre 2016

Il nuovo presidente USA, Donald Trump, come i suoi predecessori, dovrà affrontare una serie di tematiche che riguardano la scienza, e quindi anche medicina e salute. Tematiche nelle quali il nuovo presidente, come i suoi colleghi, potrebbe non essere ferratissimo. Come George W Bush, che prima dell’11 settembre dovette decidere se finanziare la ricerca sulle staminali e una settimana dopo affrontò il caso antrace, che impose un forte impegno per migliorare le difese anche contro il bioterrorismo.

No problem! La rivista Science, a meno di un mese dalle elezioni, aveva già pubblicato un articolo con  una serie di “lezioni americane” sulle nuove sfide da affrontare. Un corso rapido introdotto da un breve video.

“L’evoluzione riserva cattive sorprese”. Gli agenti patogeni continuano a evolvere, superando le difese degli ospiti e l’azione dei farmaci; l’antibioticoresistenza sta aumentando. Difficile, allo stato attuale, prevedere come si comporteranno minacce emergenti come Zika e Ebola. Nei laboratori si dovrà lavorare con batteri e altri organismi pericolosi, in alcuni casi sarà necessario crearne di nuovi. “Il nuovo presidente dovrà assicurarsi che questi laboratori siano sicuri e preparare il paese a una pandemia, e contemporaneamente dovrà sostenere lo sviluppo di nuovi antibiotici”, e implementare le politiche di lotta all’antibioticoresistenza, per diminuire il sovrautilizzo di antibiotici nell’assistenza sanitaria e nell’agricoltura, che ha causato l’evoluzione di specie resistenti.

La rivoluzione dell’editing genetico. La nuova tecnica CRISPR rende molto più facile modificare il DNA di ogni organismo. Ciò potrà portare allo sviluppo di nuove cure, ma comporterà anche nuove sfide dal punto di vista etico e regolatorio. Il nuovo governo dovrà finanziare l’editing genetico degli embrioni umani per la ricerca? O per far nascere bambini senza alterazioni genetiche note, oppure con dei superpoteri?

La salute del cervello dovrebbe essere in cima ai pensieri. Con l’invecchiamento della popolazione, aumentano i casi di Alzheimer e demenza, con un impatto economico pesante. Nelle prime fasi della vita, invece, si registra un aumento della prevalenza dell’autismo e della difficoltà di apprendimento. “Il nuovo presidente dovrà programmare un aumento delle spese per l’assistenza delle persone con malattie cerebrali e decidere quali priorità dare agli investimenti nelle ricerche sul cervello”.

Intelligenza artificiale. Il futuro è già qui. Dalle automobili che si guidano da sole, ai sistemi che, per l’assistenza e i trattamenti medici, potrebbero portare grandi benefici. Ma far prendere alle macchine delle decisioni solleva profondi dilemmi etici, legali e regolatori. “L’amministrazione dovrà tenere d’occhio l’impatto dell’intelligenza artificiale sull’economia, sulla forza lavoro e sulla sicurezza nazionale”.

L’articolo si conclude con una riflessione sulla percezione del rischio: chi è esperto di numeri si basa sulle statistiche, ma le persone comuni tendono a far affidamento sulle loro emozioni. Le conseguenze sono evidenti, scrivono su Science: si tende a “sovrastimare le possibilità che avvengano cose terribili e a sottostimare rischi più familiari.” Le vittime americane del terrorismo, dopo l’11 settembre 2001, sono numericamente molto inferiori rispetto al mezzo milione di vittime di incidenti stradali e ai circa 8 milioni di morti per patologie cardiovascolari. “L’errata percezione del rischio può spingere un presidente a una reazione eccessiva nei confronti di minacce minori, e a reagire in modo insufficiente a problemi più vasti. E il modo in cui il presidente”, ora lo sappiamo, che il genere è maschile, “comunica il rischio alla cittadinanza potrà fare la differenza tra il seminare il panico e matenere la calma.” Per affrontare situazioni difficili, vecchie e nuove minacce alla sicurezza e alla salute la sfida sarà “valutare correttamente il rischio, comunicarlo alla cittadinanza e sviluppare politiche appropriate per conquistare il sostegno delle elettrici e degli elettori, delle industrie coinvolte e dei rappresentanti politici a livello locale, federale e nazionale”.

Fonte:
David Malakoff, Jeffrey Mervis. Science lessons for the next president, 20/X/2016.
Video

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