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Livelli sanitari: nel Lazio P.Re.Val.E. il miglioramento

Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e l’assessore alla sanità Alessio Amato, hanno presentato il 18 giugno i dati del Programma regionale valutazione esiti degli interventi sanitari (P.Re.Val.E.), che analizza una serie di indicatori delle performance ospedaliere basati su standard di qualità che derivano da raccomandazioni cliniche robuste (in altre parole, basate su evidenze forti tratte dalla ricerca clinica ed epidemiologica). In base a questi indicatori, il Programma misura la variazione nell’accesso a un’assistenza sanitaria efficace nei diversi gruppi di popolazione della Regione Lazio. E uno degli obiettivi principali del Programma è proprio quello di confrontare diversi sottogruppi di popolazione per promuovere l’equità nella fornitura di servizi.

Superata quota 160
Il tavolo tecnico di aprile ha certificato un deciso passo avanti per la Regione Lazio nel punteggio dei Lea (Livelli essenziali di assistenza). Da 152 (un livello di inadempienza), la Regione ha toccato quota 179 punti, superando il livello minimo di 160 e ascrivendosi quindi a pieno titolo tra le Regioni virtuose: la miglior performance tra tutte le Regioni italiane.

I risultati
In tema di infarto, nel Lazio l’angioplastica primaria (entro 90’) è quasi raddoppiata dal 2012, dal 28 al 50%, ed è diminuita parallelamente la mortalità a 30 giorni. Dal punto di vista dell’equità, che è uno degli obiettivi di P.Re.Val.E., dai dati non emergono differenze significative nel livello di istruzione tra le persone che sono state sottoposte alla procedura.

Nello stesso periodo progressi analoghi sono stati ottenuti rispetto ad altre procedure importanti, come l’intervento chirurgico entro 2 giorni dalla frattura del femore.

Un altro indicatore sanitario che ha dimostrato un rilevante miglioramento nel Lazio è il numero di cesari, passato nel periodo considerato dal 31 al 26% con le medesime percentuali nei vari livelli di istruzione.

Diminuisce nella Regione anche il numero di ricoveri (da oltre 50.000 a poco più di 44.000).

L’ultimo sensore di miglioramento tratto dal Programma di valutazione degli esiti è il tumore della mammella. In particolare sono state trattate chirurgicamente nelle Breast Unit dedicate l’83, 4% delle donne malate contro il 66,6% del 2012, con un aumento di oltre il 10% nella percentuale di ricostruzione o introduzione di espansore (46 vs. 57%). Infine, è in calo dal 2012 anche la proporzione di nuovi interventi di resezione entro 120 giorni da un intervento chirurgico, seppure in lieve aumento rispetto all’anno precedente (2016).

Lo sblocco delle assunzioni
Tra una slide e l’altra per certificare l’uscita dalla crisi del piano di rientro, l’incontro si è rivelato l’occasione da parte dei vertici della Regione per annunciare una nuova stagione di concorsi e quindi di assunzioni sulla base della programmazione sanitaria. Una notizia che in questo contesto non fa che avvalorare l’impressione che la sanità laziale stia vivendo una vera fase di rilancio.

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