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L’OMS pubblica le linee guida sull’uso dei farmaci GLP-1 per l’obesità

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dato probabilmente una svolta nella gestione dell’obesità col rilascio delle sue prime linee guida globale sull’uso delle terapie a base di GLP-1. Una mossa che riflette il riconoscimento dell’obesità come una malattia cronica e recidivante che affligge oltre un miliardo di persone in tutto il mondo, con una previsione di raddoppio entro il 2030 se non si interviene con decisione.

I farmaci GLP-1, che comprendono principi attivi come la semaglutide e la tirzepatide, non sono una novità assoluta. Imitano un ormone intestinale naturale che induce una sensazione di sazietà e rallenta la digestione, col risultato di una significativa perdita di peso (dal 15% al 25% in molti pazienti in un anno) e in benefici metabolici. Già nel settembre 2025 l’OMS aveva incluso queste terapie nella sua Lista dei Farmaci Essenziali per il trattamento del diabete di tipo 2 ad alto rischio.

Le nuove linee guida estendono l’uso di questi farmaci, raccomandandoli in modo condizionale per il trattamento a lungo termine dell’obesità negli adulti (escluse le donne in gravidanza). Il termine “condizionale” è cruciale: l’OMS sottolinea che la terapia farmacologica deve essere sempre associata a un cambiamento intensivo dello stile di vita, che include una dieta sana e un’attività fisica regolare, insieme a un supporto professionale a lungo termine. Il Direttore Generale dell’OMS, Ghebreyesus, ha definito queste terapie uno strumento fondamentale per trattare l’obesità come la malattia cronica, non una soluzione rapida.

Nonostante il loro potenziale “rivoluzionario”, l’OMS ha espresso serie preoccupazioni riguardo all’accesso equo ai farmaci GLP-1. L’efficacia e i benefici a livello metabolico sono evidenti, ma le raccomandazioni sono condizionate anche dalla limitata disponibilità di dati sulla sicurezza e dall’efficacia a lunghissimo termine, dal costo elevato e dlla potenziale impreparazione dei sistemi sanitari globali a gestirne la domanda. L’OMS esorta pertanto i Paesi ad adottare strategie urgenti, come l’approvvigionamento congiunto e i prezzi differenziati, per evitare che questi trattamenti vadano ad acuire le disparità tra ricchi e poveri.

In sintesi, le linee guida OMS rappresentano una svolta nel riconoscimento e nella cura dell’obesità, ma lanciano al contempo un chiaro appello all’azione collettiva affinché i benefici di questa innovazione scientifica possano essere resi accessibili e gestiti in modo sostenibile a livello globale.

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