Home / Notizie / Meno zucchero nella prima infanzia e benefici…

Meno zucchero nella prima infanzia e benefici cardiovascolari

Una ricerca sul BMJ suggerisce che limitare l’esposizione agli zuccheri nei primi 1000 giorni di vita, dal concepimento ai due anni, è associato a una significativa riduzione del rischio di malattie cardiovascolari in età adulta. Lo studio ha sfruttato un insolito “esperimento naturale”: il razionamento dello zucchero nel Regno Unito del dopoguerra.

Il contesto in questo caso è decisivo: i primi 1000 giorni dopo il concepimento rappresentano una finestra biologica critica in cui l’alimentazione modella il rischio cardiometabolico per tutta la vita. Oggi, molti neonati e bambini piccoli consumano zuccheri aggiunti in eccesso attraverso la dieta materna, il latte artificiale e i primi cibi solidi, ma le prove dirette sull’impatto a lungo termine della restrizione di zuccheri nell’infanzia erano scarse.

I ricercatori hanno esaminato i dati di oltre 63.000 partecipanti della UK Biobank, nati tra il 1951 e il 1956, la cui esposizione agli zuccheri nella prima infanzia è stata determinata in modo quasi sperimentale dalla data di nascita rispetto alla fine del razionamento dello zucchero, avvenuta nel settembre 1953. La fine del razionamento provocò un netto e rapido aumento del consumo di zuccheri senza alterare sostanzialmente l’assunzione di altri alimenti. È interessante notare che le quote di zucchero durante il razionamento erano in linea con le moderne raccomandazioni dietetiche, come il divieto di zuccheri aggiunti per i bambini sotto i due anni e una limitazione dell’assunzione a meno di 40 grammi al giorno per gli adulti.

I risultati mostrano una tendenza netta: maggiore era la durata dell’esposizione al razionamento dello zucchero nella prima infanzia, minore era il rischio cardiovascolare in età adulta. In particolare, le persone esposte al razionamento sia in utero sia per i primi uno o due anni di vita hanno mostrato riduzioni del rischio notevoli rispetto a quelle mai esposte. Il rischio di infarto miocardico è risultato inferiore del 25% (Hazard Ratio 0,75), l’insufficienza cardiaca del 26% (HR 0,74) e l’ictus del 31% (HR 0,69). Si è osservato anche un 27% in meno di mortalità per malattie cardiovascolari.

Gli autori hanno riscontrato anche lievi miglioramenti nei marcatori di imaging cardiaco, come un indice di volume sistolico e una frazione di eiezione ventricolare sinistra più elevati. L’analisi ha suggerito che una parte significativa (circa il 31,1%) di questo effetto protettivo è spiegata dalla minore incidenza di diabete e ipertensione in questi individui.

Lo studio rafforza in sintesi le politiche sanitarie attuali che enfatizzano l’importanza di limitare gli zuccheri aggiunti per i neonati, suggerendo che l’impatto di un intervento nutrizionale precoce può portare benefici cardiovascolari che durano tutta la vita.

Fonte
Zheng J et al. Exposure to sugar rationing in first 1000 days after conception and long term cardiovascular outcomes: natural experiment study. BMJ. 2025 Oct 22;391:e083890.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *