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Modelli prognostici in persone con malattie croniche non tumorali

I ricercatori dell’Università di New Castle, in Australia, hanno condotto una revisione sistematica della letteratura per valutare fattori e modelli prognostici predittori di fine vita in persone con malattie non trasmissibili non tumorali, tra cui BPCO, demenza, insufficienza cardiaca e altre malattie non trasmissibili.

Le malattie croniche non trasmissibili (NCD) rappresentano attualmente una delle principali preoccupazioni sanitarie a livello globale, nazionale e individuale. I progressi socioeconomici, combinati con le innovazioni tecnologiche e i miglioramenti nei sistemi sanitari, hanno portato a una maggiore aspettativa di vita e, di conseguenza, a un aumento dei tassi di patologie croniche.

La ricerca su diverse banche dati biomediche ha portato all’identificazione di 41 studi rilevanti, 32 studi hanno riportato modelli prognostici o predittori di rischio di morte in specifiche condizioni come BPCO (n=16), demenza (n=10) e scompenso cardiaco (n=6). Nove studi hanno valutato modelli prognostici di mortalità per altre malattie non trasmissibili come diabete, patologie cardiovascolari, respiratorie, renali, malattie del fegato e neurologiche.

Tra i modelli che predicono la mortalità, sono stati individuati un’ampia gamma di predittori. Dispnea, FEV1, stato funzionale, storia di riacutizzazioni e BMI sono emersi come predittori frequenti nei modelli per la BPCO. I modelli per la demenza e l’insufficienza cardiaca incorporavano predittori come comorbilità, età, sesso, esami del sangue e stato nutrizionale. Allo stesso modo, i modelli misti di malattie non trasmissibili includevano predittori quali stato funzionale, età, dispnea, presenza di ulcere da pressione cutanee, un’insufficiente assunzione orale e il livello di coscienza.

I risultati di questo studio hanno rivelato che i modelli prognostici identificati mostravano un’accuratezza predittiva variabile, con la maggior parte che dimostrava un’accuratezza da debole a moderata. Inoltre, pochi modelli hanno avuto una validazione esterna indipendente.

Nel complesso, i risultati sottolineano l’importanza di adottare un approccio globale attraverso l’integrazione sia di fattori prognostici generici che specifici per la malattia all’interno di un unico modello, poiché questo approccio ottimizza le prestazioni dei modelli prognostici per le malattie non trasmissibili non tumorali.

Gli studi futuri dovrebbero concentrarsi sullo sviluppo di modelli prognostici robusti e di alta qualità che incorporino variabili che spiegano la complessa interazione tra vari fattori clinici, fisiologici e psicosociali per migliorare la capacità prognostica.

Fonte
Gebresillassie BM et al. Prognostic models and factors identifying end-of-life in non-cancer chronic diseases: a systematic review. BMJ Support Palliat Care 2024:spcare-2023-004656.

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