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Mortalità: il cancro è in corsia di sorpasso

Pubblicato venerdì 16 Novembre 2018

Il cancro sembra essere sul punto di sorpassare le malattie cardiache come principale causa di morte negli Stati Uniti, soprattutto nelle popolazioni ad alto reddito. Questo è quanto emerge da uno studio osservazionale durato 12 anni sulla mortalità nelle contee americane.

Le malattie cardiache sono state la principale causa di morte nel 79% delle contee statunitensi nel 2003 e nel 59% nel 2015, mentre il cancro era la principale causa di morte nel 21% delle contee nel 2003 e nel 41% nel 2015.

In effetti, mentre i tassi di mortalità per le malattie cardiovascolari e per il cancro sono diminuiti, il cambiamento è stato più rapido per le malattie cardiache. Durante il periodo di 12 anni, i tassi di mortalità per tutte le cause a livello nazionale sono diminuiti di circa l’1% all’anno, con diminuzioni annuali del 2,7% nelle morti per malattie cardiache e dell’1,4% nelle morti per cancro.

Dal 2003 al 2015, i tassi di mortalità aggiustati per età e sesso per le malattie cardiovascolari sono diminuiti del 28% (30% nelle contee ad alto reddito vs. 22% nelle contee a basso reddito), mentre quelli per il cancro sono diminuiti del 16% (18% nelle contee ad alto reddito vs. 11% in quelle a basso reddito).

“Il fatto che le contee a basso reddito non abbiano registrato la stessa diminuzione dei tassi di mortalità delle contee ad alto reddito suggerisce che la transizione epidemiologica verso il cancro come principale causa di morte nelle contee a basso reddito sia ancora in una fase intermedia”, precisano gli autori. Ma tutto lascia suppore che la previsione (contenuta in un rapporto del 2016) in base alla quale entro il 2020 il cancro supererà le malattie cardiache (in testa dal 1950) non sia così azzardata.

Dai dati emerge anche che la transizione in corso marcia a velocità diverse anche in base ai gruppi etnici di riferimento. Il cancro, ad esempio, è diventato la principale causa di morte nel 2015 tra asiatici, ispanici e bianchi non ispanici, mentre nel 2003 guidavano le cardiopatie. Una tendenza non rilevabile però tra gli indiani americani/nativi dell’Alaska e i neri.

Per lo studio, pubblicato dagli Annals of Internal Medicine, i ricercatori hanno esaminato i dati di mortalità degli Stati Uniti del National Center for Health Statistics (NCHS) negli adulti di età ≥25 anni (n = 32.510.810), in 3143 contee degli Stati Uniti, in tutti i 50 stati americani e il District of Columbia. I tassi di mortalità per tutte le cause, le malattie cardiache e il cancro sono stati stratificati per quintili di reddito familiare medio.

“Queste differenze sociodemografiche probabilmente possono essere spiegate con l’andamento delle differenze nella prevalenza dei principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, come il fumo, l’obesità e il diabete, generalmente più diffusi nelle persone con livelli di istruzione inferiori “, commentano Silvia Stringhini e  Idris Geussous dei Geneva University Hospitals in Svizzera.

Il gruppo di Hastings ha citato l’’analisi cosiddetta delle “otto Americhe” (otto distinte sottopopolazioni statunitensi basate su indicatori sociodemografici e geografici), che hanno identificato differenze nei fattori di rischio per malattia cronica, in cui l’uso di alcol, il fumo, l’obesità, la pressione sanguigna elevata e il livello di glucosio sono determinanti rispetto alla mortalità.

“Ma la diminuzione della mortalità per malattia cardiovascolare prosegue nonostante l’aumento dei fattori di rischio noti, come obesità e diabete. Ciò suggerisce che la prevenzione dei fattori di rischio possa rappresentare soltanto un piccolo contributo alla mortalità causa-specifica, e le nostre analisi a livello di contea possono fornire informazioni su fattori locali come contributori aggiuntivi “, hanno dichiarato gli autori dello studio. “Trascurare le differenze di mortalità per status socioeconomico e razza/etnia nei rapporti nazionali può ulteriormente emarginare popolazioni già a rischio aumentato per certe malattie”.

In quest’ottica i risultati dello studio possono servire a migliorare le politiche pubblice, gli indirizzi di ricerca e i programmi clinici in una fase complessa di transizione epidemiologica che coinvolge gli Stati Uniti e buona parte del mondo occidentale.

Fonte
Hastings KG et al. Socioeconomic differences in the epidemiologic transition from heart disease to cancer as the leading cause of death in the United States, 2003 to 2015: an observational study. Ann Intern Med. [Epub ahead of print ] doi: 10.7326/M17-0796

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