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NEJM’s notable articles of 2023

Come di consueto il New England Journal Of Medicine conclude l’anno con una rassegna completa, “Notable articles of 2023”, sugli studi innovativi che hanno arricchito le pagine della rivista negli ultimi dodici mesi.

Questanno i riflettori sono puntati sul campo dell’oncologia che annovera i notevoli passi avanti compiuti nello sviluppo delle cellule CAR-T “universali”. Queste cellule, sottoposte a editing genico, possono ora essere utilizzate come prodotti di serie, eliminando la necessità di una derivazione personalizzata per ogni paziente. Questa scoperta promette di estendere la portata della terapia a uno spettro di pazienti più ampio.

Anche le malattie renali si prendono lascena, con bersagli emergenti come l’aldosterone sintasi e l’APOL1, che aprono strade promettenti per il trattamento dell’ipertensione e della proteinuria. Nel frattempo, i farmaci esistenti, come l’inibitore SGLT2 empagliflozin, mostrano il loro potenziale per ridurre la progressione della malattia e i problemi cardiovascolari nei pazienti con malattia renale cronica.

Nel campo delle neuroscienze si registrano progressi significativi nello studio di anticorpi che mirano alla proteina Ab e all’eliminazione dell’amiloide. Tra questi spicca il lecanemab, che ha effetti positivi nella malattia di Alzheimer in fase iniziale. Tra i farmaci già affermati, il dupilumab si è dimostrato efficace nel ridurre le ricadute e nel migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti da BPCO, mentre gli agonisti del GLP-1 hanno prodotto risultati nel trattamento del diabete, dell’obesità e dell’insufficienza cardiaca.

Contro la depressione resistente al trattamento, la ketamina, un anestetico dissociativo, si dimostra non inferiore alla terapia elettroconvulsivante. Ma anche per le malattie infettive ci sono buone notizie, con la scoperta di una strategia terapeutica innovativa che accorcia di molto il periodo di guarigione della tubercolosi sensibile agli antibiotici.

Sul fronte della prevenzione infine il 2023 segna un deciso passo avanti con l’avvento del primo vaccino efficace contro il virus respiratorio sinciziale. Il vaccino funziona sia negli adulti anziani che nelle donne in gravidanza, con gli anticorpi materni che proteggono anche i neonati dal virus.

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