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Obesità e cesarei: uno studio svedese smentisce l’associazione

Pubblicato martedì 17 Dicembre 2019

Le donne che partoriscono con un cesareo non hanno maggiori probabilità di avere figli che svilupperanno obesità rispetto alle donne che partoriscono naturalmente, questo è quanto emerge da un ampio studio condotto da ricercatori del Karolinska Institutet, pubblicato sulla rivista PLOS Medicine. I risultati contraddicono diversi studi minori che avevano trovato un’associazione tra parto cesareo e obesità dei figli, arrivando a sospettare che fosse il microbioma intestinale dei neonati (che cambia a seconda del metodo del parto) il responsabile dell’epidemia di obesità globale. Si è trattato però di ricerche che hanno trascurato la vasta gamma di fattori materni e prenatali considerata invece dall’équipe svedese nello studio.

I cesarei a livello globale sono più che triplicati negli ultimi trent’anni, una crescita che ha stimolato un’intensa attività di ricerca sulle conseguenze a lungo termine sulla salute dei nuovi nati; molti studi, ad esempio, hanno collegato i parti cesarei a un rischio aumentato di asma, a varie allergie e ad obesità. L’associazione con l’obesità è stata confermata soprattutto da studi più piccoli che, come accennato, non sono stati in grado di spiegare i possibili fattori di confondimento o di differenziare tra i vari tipi di cesareo.

Lo spunto dello studio svedese era capire se effettivamente un aumento delle nascite col cesareo potesse spiegare, almeno in parte, la crescita dell’obesità osservato negli ultimi decenni e se questa potenziale associazione fosse verificabile anche tenendo in considerazione i fattori materni e prenatali noti per avere un impatto sul peso.

I ricercatori hanno utilizzato un database di popolazione di 97.291 bambini maschi nati in Svezia tra il 1982 e il 1987. I dati sulla madre, sul bambino e sulle modalità del parto (vaginale o cesareo, elettivo o non elettivo) sono stati ottenuti dal registro nascite del paese. Quanto alle misure di peso e altezza, necessarie per  calcolare l’indice di massa corporea (BMI) dei soggetti del test al compimento dei 18 anni, i dati sono stati ricavati dalle visite di leva, obbligatorie per arruolarsi nelle forze armate svedesi. I ricercatori non sono stati in grado di raccogliere informazioni sulle popolazioni femminili perché, storicamente, sono gli uomini ad essere arruolati per il servizio militare.

“Dato che studiamo solo maschi, la nostra conclusione può applicarsi soltanto a una popolazione maschile. Tuttavia, studi precedenti non hanno osservato alcuna differenza tra maschi e femmine nell’associazione tra taglio cesareo e obesità, il che suggerisce che non vi sia alcuna differenza tra maschi e femmine”, spiega Viktor Ahlqvist, ricercatore del Karolinska Institutet e autore dello studio.

In base ai dati, il 5,5 e il 5,6 percento dei soggetti partoriti con taglio cesareo rispettivamente elettivo e non elettiva era obeso rispetto al 4,9 percento dei soggetti partoriti per via vaginale. Ma, dopo aver tenuto conto di altri fattori confondenti noti per influire sul peso della prole – tra cui il BMI pre-gravidanza, l’età materna e gestazionale e la presenza di diabete, ipertensione, fumo e preeclampsia nella madre – i ricercatori hanno concluso che il parto cesareo non ha giocato un ruolo significativo nell’aumentare il rischio di obesità della prole (RR 0,96, IC 95% 0,83-1,10, p = 0,532 e RR 1,02, IC 95% 0,88-1,18, p=0,826, rispettivamente per quello elettivo e quello non elettivo). Il parto cesareo, elettivo e non elettivo, non è risultato associato al rischio di sovrappeso (BMI ≥ 25) rispetto al parto naturale

“La maggior parte dell’associazione tra taglio cesareo e obesità potrebbe essere spiegata dal BMI materno pre-gravidanza”, continua Ahlqvist. “Ciò suggerisce che l’ereditarietà e l’esposizione fetale ai fattori che causano l’obesità nell’utero sono più importanti nella valutazione del rischio di obesità nella prole rispetto alle modalità del parto.”

Audrey Gaskins, della Emory University negli Stati Uniti, le cui precedenti ricerche avevano invece identificato un legame con l’obesità, ha comunque suggerito che Svezia e Stati Uniti potrebbero differire nel momento o nel modo in cui sono stati eseguiti i cesarei, e che le conclusioni dello studio potrebbero essere spiegate anche dalle differenze nell’ambiente “obesogenico” tra i due paesi.

Fonte
Ahlqvist VH et al. Elective and nonelective cesarean section and obesity among young adult male offspring: A Swedish population-based cohort study. PLoS Med 2019 Dec 6;16(12):e1002996.

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