A dicembre, nella Sala Teatro Santo Spirito della ASL Roma 1, si è tenuto l’evento formativo “Prevenzione integrata nell’approccio One Health: sinergia tra salute umana, animale e ambientale“, un corso rivolto agli operatori del SSN e del Sistema Nazionale a rete per la protezione dell’ambiente.
L’incontro ha dato la possibilità di approfondire l’approccio One Health, un tema sempre più centrale nelle politiche sanitarie del mondo. Esperti del settore hanno spiegato come questo nuovo modo di intendere la salute globale possa favorire la prevenzione delle malattie zoonotiche, la gestione sostenibile degli ecosistemi e la creazione di politiche integrate per un futuro più sano.
One Heath si basa di fatto sul riconoscimento che la salute umana, animale e ambientale sono strettamente interconnesse. In un mondo sempre più globalizzato e interdipendente adottare una visione integrata è diventato quindi essenziale per affrontare le sfide sanitarie del nostro tempo, dalle pandemie alle crisi climatiche.
Da un punto di vista più “pratico” One Health è un approccio collaborativo e multidisciplinare che coinvolge esperti di medicina, veterinaria, biologia, ecologia e scienze sociali. L’obiettivo è prevenire e gestire i rischi sanitari emergenti, promuovendo politiche che tengano conto delle interazioni tra esseri umani, animali e ambiente. Le zoonosi, malattie trasmissibili dagli animali all’uomo, rappresentano un esempio emblematico dell’importanza di questa sinergia: virus come il SARS-CoV-2 o l’influenza aviaria sono l’esempio più lampante di quanto siano fondamentali sistemi di sorveglianza integrati. Prevenire future pandemie richiede non solo sistemi sanitari solidi, ma anche strategie che riducano il degrado ambientale e promuovano la salute degli ecosistemi.
Anche il cambiamento climatico amplifica questo tipo di rischi sanitari, favorendo la diffusione di malattie infettive attraverso vettori come zanzare e zecche. Malattie come la dengue, la chikungunya e il virus del Nilo Occidentale, a causa dell’innalzamento delle temperature, si stanno espandendo in aree geografiche che fino a poco tempo fa non sarebbero mai state coinvolte. In questo contesto l’approccio One Health incoraggia politiche di mitigazione e adattamento che integrino la salute pubblica con la conservazione ambientale.
In Europa, il programma Horizon Europe ha finanziato progetti innovativi per promuovere la ricerca One Health, mentre l’OMS e l’Organizzazione Mondiale per la Salute Animale (OIE) collaborano a livello globale per migliorare la sorveglianza epidemiologica. In Italia, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale è un esempio virtuoso di come la ricerca veterinaria possa contribuire alla salute pubblica, studiando la diffusione di zoonosi come la leptospirosi e la listeriosi. Ed è di questi giorni la notizia che l’Università di Roma Tor Vergata ha attivato il primo corso di laurea in veterinaria del Lazio proprio all’insegna del One Health.
Vi lasciamo con una serie di meravigliose fotografie pubblicate sul sito di Nature, che sottolineano una volta di più la bellezza e insieme la fragilità dei sistemi naturali. Le trovate qui.