Una revisione della letteratura ha sintetizzato le evidenze disponibili sulla gestione della fibrillazione atriale, disturbo del ritmo cardiaco che colpisce principalmente gli adulti di età superiore ai 65 anni di età, spesso fragili, affetti da altre condizioni cliniche e sindromi geriatriche.
La revisione, pubblicata sul BMJ, ha inizialmente identificato gli studi, pubblicati dal 2010 ad oggi, sulle comorbilità e le sindromi geriatriche nei pazienti con fibrillazione atriale, come base razionale per un approccio individualizzato della patologia, fondato sugli obiettivi dei pazienti. Successivamente ha esaminato le evidenze relative all’intero percorso di cura per la fibrillazione atriale, dalla diagnosi e dagli interventi di prevenzione sullo stile di vita, al controllo della frequenza e del ritmo, alla concomitante insufficienza cardiaca, fino alla terapia anticoagulante e alla chiusura dell’auricola.
Ne è emersa una gestione personalizzata della fibrillazione atriale nel paziente geriatrico come strategia vincente attraverso un processo decisionale che richiede una valutazione esplicita dell’ampia gamma di cure disponibili, con l’obiettivo di ridurre i sintomi e le complicazioni legate alla comparsa di ictus ed eventuali emorragie secondarie.
In una fase iniziale di valutazione, l’utilizzo di strumenti di valutazione funzionale e di fragilità del paziente, quali la scala Clinical Frailty Scale e l’approccio Patient Priorities Care, nonché una valutazione interdisciplinare e multidimensionale delle capacità psicologiche e funzionali della persona anziana, permette l’identificazione delle priorità di salute del paziente e la definizione di obiettivi specifici, misurabili, raggiungibili e definiti nel tempo.
La revisione ha preso poi in considerazione l’utilità degli screening per l’identificazione della fibrillazione atriale. Studi sperimentali hanno mostrato come l’elettrocardiogramma condotto a livello ambulatoriale e, più recentemente, dispositivi digitali indossabili possono essere utilizzati per una precoce identificazione di episodi di fibrillazione atriale.
Altro aspetto critico è legato allo stile di vita e alla prevenzione secondaria. Molti pazienti anziani presentano fattori di rischio potenzialmente reversibili che possono influenzare l’incidenza, il carico e la progressione della fibrillazione atriale. La gestione dei fattori di rischio come l’obesità e l’ipertensione, il controllo dell’attività fisica e del consumo di alcol possono migliorare il controllo della fibrillazione atriale e ridurre il rischio di complicanze.
In definitiva la fibrillazione atriale rimane una malattia essenziale dell’invecchiamento, le innumerevoli sfaccettature di trattamento per essere efficaci devo tenere in considerazione necessariamente la cura diretta agli obiettivi dei pazienti in associazione con tutte le altre condizioni croniche gravose che lo affliggono.
Fonte
Parks AL et al. Management of atrial fibrillation in older adults. BMJ 2024;386:e076246.