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Placebo e mal di schiena: eppur si muove

Secondo un nuovo studio pubblicato JAMA Network Open, i trattamenti con placebo per il mal di schiena cronico prescritti “apertamente” al paziente hanno portato a miglioramenti significativi nel sollievo dal dolore con risultati duraturi.

I placebo sono comunemente usati negli studi clinici come condizione di controllo e di solito la prescrizione avviene in modo ingannevole. In questo studio, che è uno dei primi di questo tipo, i ricercatori hanno cercato di scoprire se e quanto un placebo iniettabile prescritto “onestamente” funzionasse nell’alleviare i sintomi del mal di schiena cronico. Dai risultati emerge che il trattamento con placebo non solo ha ridotto l’intensità del dolore, ma ha anche migliorato l’umore, il sonno e la regolazione del dolore nel cervello, con alcuni risultati che sono durati almeno un anno.

“Quello che abbiamo scoperto è che i placebo prescritti onestamente e apertamente cambiano comunque il modo in cui il cervello elabora il mal di schiena”, spiega Yoni K. Ashar professore della University of Colorado Anschutz Medical Campus e autore principale dello studio. “Abbiamo visto meno attività nell’elaborazione del dolore e più attività nelle parti del cervello che regolano il dolore”.

Allo scopo sono state raccolte immagini cerebrali pre- e post-trattamento utilizzando la risonanza magnetica funzionale su oltre 100 pazienti con mal di schiena cronico. Ai pazienti è stata fatta una singola iniezione di soluzione salina nella schiena, è stato detto loro che si trattava di un placebo e che i placebo possono attivare in modo potente e automatico le naturali capacità di guarigione del corpo. I risultati del neuroimaging non solo mostrano un aumento della regolazione del dolore, ma anche una maggiore connettività con un nucleo del tronco encefalico che rilascia oppioidi, “i placebo sembrano attivare lo stesso meccanismo interno di rilascio degli oppioidi “, continua Ashar.

“Questo studio suggerisce che possiamo autoindurci l’effetto placebo. Possiamo accettare qualcosa che sappiamo essere un placebo e, con la giusta mentalità, può comunque funzionare per attivare percorsi che sappiamo che regolano il dolore”, riassume. “Sebbene ci sia del lavoro da fare sulla percezione dei trattamenti placebo, sappiamo che sono sicuri, economici, efficaci e non richiedono inganni per funzionare”.

“Inoltre”, conclude Ashar, “credo che i nostri risultati parlino del potere dei rituali di guarigione, indipendentemente dalla fede. Dimostrano che i rituali di guarigione, come ricevere un’iniezione da un medico che indossa un camice mentre si è sdraiati su un tavolo da visita, possono essere potenti, anche quando sappiamo che la siringa non contiene alcun principio attivo”.

Fonte
Ashar YK et al. Open-label placebo injection for chronic back pain with functional neuroimaging: a randomized clinical trial. JAMA Netw Open 2024;7(9):e2432427.

1 commento

  1. Mariagrazia Fasoli
    7 Ottobre 2024

    Lo studio conferma un fatto già noto e dimostrato da precedenti risultati. Ad esempio Schaefer, Michael, Tamay Sahin, and Benjamin Berstecher. “Why do open-label placebos work? A randomized controlled trial of an open-label placebo induction with and without extended information about the placebo effect in allergic rhinitis.” PloS one 13.3 (2018): e0192758.

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