Home > Notizie >

Quello che gli europei sanno sugli antibiotici

La resistenza agli antibiotici è una delle maggiori minacce alla salute umana a livello globale. Quando i batteri resistenti agli antibiotici causano infezioni, sono più difficili da trattare, richiedono periodi di trattamento prolungati e possono portare a malattie più gravi o complicate. Inoltre queste infezioni aumentano i tassi e i costi di ospedalizzazione aggravando l’onere finanziario per la sanità.

La resistenza agli antibiotici sta aumentando in tutto il mondo e la rivoluzione nelle cure portata dal loro uso potrebbe presto esaurirsi. Molte malattie batteriche comuni e facilmente curabili, come la polmonite, la tubercolosi, la setticemia e le patologie di origine alimentare, stanno diventando molto più difficili da trattare. Alcune sono diventate impossibili da risolvere con i farmaci già disponibili. Questo è il caso per esempio della tubercolosi estesa multifarmaco-resistente.

La situazione sta peggiorando in particolare nei paesi in cui gli antibiotici possono essere acquistati senza prescrizione medica o dove i protocolli standard non si sono evoluti per gestire le malattie infettive.

Per invertire la tendenza, da un lato gli operatori sanitari devono frenare il loro uso “empirico” di antibiotici, utilizzandoli solo quando indicato dalla situazione clinica col supporto di una precedente coltura con test di sensibilità, dall’altro i pazienti devono affidarsi per l’uso degli antibiotici al giudizio dell’operatore sanitario e seguire con le linee guida.

Comprendere le differenze rispetto alle conoscenze, agli atteggiamenti e ai comportamenti del pubblico riguardo all’uso di antibiotici è fondamentale per elaborare politiche efficaci dell’Unione Europea. La Commissione ha avviato a questo scopo una serie di indagini condotte dalla Direzione Generale Salute e Consumatori a partire dal 2009.

In particolare, il recente rapporto Eurobarometro mostra che l’uso di antibiotici nel 2021 nell’area UE è stato il più basso degli ultimi 12 anni, con l’ultimo sondaggio che mostra una diminuzione del 32% nel 2018. È probabile che il forte calo sia dovuto alla pandemia di COVID-19 che ha portato a una riduzione delle infezioni respiratorie e di altro tipo per il forzato isolamento sociale.

Gli antibiotici orali sono stati utilizzati da meno di un europeo su quattro durante l’anno. Tuttavia questa riduzione non ha seguito un andamento uniforme. Ad esempio, a Malta gli antibiotici sono stati usati dal 42% della popolazione, rispetto al 15% di Germania e Svezia. Italia, Irlanda, Portogallo e Cipro hanno registrato le maggiori diminuzioni, mentre il consumo è aumentato del 2% in Lussemburgo.

Circa il 12% degli intervistati ha riferito di aver assunto antibiotici “empiricamente” per la bronchite. E oltre la metà di loro (53%) ha affermato di non aver eseguito un test di sensibilità prima di iniziare il ciclo di antibiotici.

Gli scenari più comuni in cui sono stati utilizzati gli antibiotici includevano: infezioni del tratto urinario, 15%; mal di gola e bronchite, rispettivamente al 13% e al 12%; raffreddore, febbre, influenza e covid-19, tra il 9% e l’11%.

Delle quattro domande relative alla conoscenza degli antibiotici, solo il 28% ha risposto correttamente a tutte. In effetti, solo la metà degli intervistati nel sondaggio su cui si basava il documento sapeva che gli antibiotici non sono attivi contro i virus, anche se c’è stato un aumento rispetto alla percentuale precedente del 43% nel 2018. In particolare, oltre l’80% era informato sul fatto che l’uso non necessario di antibiotici riduce l’efficacia di questi farmaci e l’85% sapeva che è necessario completare un ciclo prescritto di antibiotici. Oltre i due terzi sapevano che l’uso di antibiotici è associato a effetti avversi, inclusa la diarrea.

Circa il 45% ha ottenuto le informazioni da un medico, mentre un quarto ha citato i media pubblici. È interessante notare che uno su tre ha affermato che queste informazioni hanno cambiato la sua prospettiva sull’uso di antibiotici, in aumento del 5% rispetto al 2018.

Fonte
European Commission. Erobarometer: Antimicrobial Resistance. November 2022.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *