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Ricerca e latte artificiale: i risultati di una revisione

Gli studi sul latte artificiale hanno un alto rischio di parzialità, gli autori riportano quasi sempre conclusioni favorevoli, manca la trasparenza e i risultati sono presentati in modo selettivo. Questi i risultati abbastanza sconfortanti di una revisione delle prove pubblicata sul BMJ.

Il latte artificiale viene consumato dalla maggior parte dei neonati europei e nordamericani e i nuovi prodotti formulati devono essere testati negli studi clinici, ma da sempre esistono dubbi sull’imparzialità di quegli studi che possono potenzialmente limitare la diffusione dell’allattamento al seno.

La revisione ha analizzato in dettaglio 125 studi pubblicati dal 2015 che confrontavano almeno due prodotti a base di latte artificiale su un totale di 23.757 bambini di età inferiore ai tre anni.

Si trattava di ricerche condotte principalmente in Europa (42%), Asia (28%) o Nord America (18%) e gli esiti più comuni sono stati l’aumento di peso (36%), la salute intestinale (26%), l’assorbimento dei nutrienti (10 %), il comportamento (6%) e le allergie (6%).

Soltanto 17 (14%) di questi studi sono stati condotti senza il sostegno dalle aziende produttrici di latte di formula, 26 (21%) sono stati registrati in modo prospettico con un obiettivo chiaro e un esito principale (primario) e 11 (9%) avevano un protocollo pubblico consultabile.

La maggior parte degli studi (80%) aveva un alto rischio di bias per l’esito primario, di solito a causa di esclusioni ingiustificate dei partecipanti e segnalazioni selettive (quando i risultati non sono riportati completamente o accuratamente per eludere risultati negativi o indesiderati).

Conclusioni favorevoli sono state riportate in oltre il 90% degli studi, ma si tratta soltanto dei risultati di dominio pubblico che rappresentano una frazione di tutte le prove condotte.

Ciononostante emerge uno scenario in cui gli studi sulle formule non sono affidabili e potrebbero non proteggere adeguatamente i partecipanti agli studi.

“L’industria del latte di formula è coinvolta a doppio filo nelle prove che lo riguardano, i risultati sono quasi sempre favorevoli e c’è poca trasparenza sugli obiettivi della sperimentazione o sulla segnalazione dei risultati”. I risultati “supportano la necessità di un cambiamento sostanziale nella conduzione e nella segnalazione delle prove sul latte di formula per proteggere adeguatamente i partecipanti dai danni e proteggere i consumatori da informazioni fuorvianti”, sottolineano gli autori della revisione.

Fonte
Helfer B et al. Conduct and reporting of formula milk trials: systematic review. BMJ 2021;375:n220.

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