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Rischi e benefici delle statine nelle persone anziane

Pubblicato mercoledì 7 Giugno 2017

Nelle persone anziane le statine sono utili nella prevenzione cardiovascolare primaria? I risultati di uno studio pubblicato sul JAMA.

Secondo una analisi post-hoc su persone anziane arruolate nello studio multicentrico randomizzato controllato Antihypertensive and Lipid-Lowering Treatment to Prevent Heart Attack Trial–Lipid-Lowering Trial (ALLHAT-LLT), non ci sarebbero differenze significative nella mortalità da tutte le cause e negli esiti cardiovascolari tra il gruppo degli over 65  con ipertensione e iperlipidemia moderate trattati con pravastatina sodica (40 mg/d) e il gruppo di soggetti sottoposti al trattamento consueto.

Vediamo in dettaglio lo studio.
È stata condotta una analisi post hoc su 2867 soggetti di età pari o superiore a 65 anni, con ipertensione e senza evidenze di malattia cardiovascolare aterosclerotica. Il trial è stato condotto dal 1994 al 2002 e ha coinvolto 513 centri.

1467 soggetti erano stati trattati con pravastatina sodica (48.0% [n = 704] femmine) e 1400 erano stati sottoposti al trattamento consueto (usual care, UC) (50.8% [n = 711] femmine). I livelli medi al basale di colesterolo LDL erano di 147.7 (19.8) mg/dL nel gruppo pravastatina e 147.6 (19.4) mg/dL nel gruppo UC.

Dopo 6 anni di trattamento

  • i livelli medi di colesterolo LDL erano di 109.1 (35.4) mg/dL nel gruppo pravastatina e 128.8 (27.5) mg/dL nel gruppo UC;
  • nei soggetti over 65 la mortalità da tutte le cause nel gruppo pravastatina vs quello UC era di 19.4% vs 16.2% (HR 1.18, 95% CI, 0.97-1.42; P = .09)
  • nei soggetti di età compresa tra 65 e 74 anni la mortalità era di 15.5% vs 14.2% (HR 1.08, 95% CI, 0.85-1.37; P = .55)
  • negli over 75 era 31.0% vs 22.7% (HR 1.34, 95% CI, 0.98-1.84; P = .07).

I tassi degli eventi di cardiopatia ischemica non differivano in modo significativo tra i due gruppi.

“Non è stato rilevato alcun beneficio per le persone anziane con iperlipidemia e ipertensione moderate cui è stata somministrata pravastatina in prevenzione primaria”, concludono gli autori della ricerca. Nelle persone over 75 trattate con pravastatina, invece, “si è rilevato un aumento della mortalità da tutte le cause, anche se statisticamente non significativo”.

L’assunzione di statine può essere associata inoltre a una serie di disturbi muscoloscheletrici, tra i quali miopatie, mialgie, astenia, artropatie: tutti disturbi che possono essere particolarmente problematici nelle persone anziane e contribuire al decadimento fisico e alla fragilità. Le statine sono state anche associate a problemi cognitivi. Nel loro insieme questi effetti possono aumentare il rischio di cadute e di disabilità. “La combinazione di tutti questi rischi e i dati del trial ALLHAT-LLT, che mostrano che la terapia a base di statine nelle persone anziane può essere associata a un aumento del tasso di mortalità, andrebbero presi in considerazione prima di prescrivere o proseguire il trattamento a base di statine nei pazienti in questa classe di età”, avverte Gregory Curfman dell’Harvard Medical School di Boston nell’editoriale che commenta l’articolo.

I risultati di questo studio si aggiungono a quelli pubblicati sul JAMA da Gurwitz JH et al nel 2016 che ha presentato i dati, limitati, sulla prevenzione primaria al di sopra di 75 anni provenienti dai trial PROSPER, JUPITER e HOPE-3: tali dati suggerirebbero benefici modesti legati alla terapia con statine in questo gruppo di età per quanto riguarda gli esiti cardiovascolari e nessun beneficio significativo sulla mortalità da tutte le cause. “Anche se esistono evidenze convincenti a sostegno delle statine in adulti over 75 con malattia cardiovascolare aterosclerotica, non si può dire lo stesso per la prevenzione primaria (…)”, scrive Gurwitz, e oramai “una gran quantità di persone di 65-75 anni che sta ricevendo un trattamento ‘evidence-based’ a base di statine sta invecchiando, entrando così in un’area della ricerca nella quale le prove disponibili sono ancora scarse.

Per superare questa situazione, sono necessarie dunque ulteriori ricerche, come lo studio australiano STAREE (Statins in Reducing Events in the Elderly) che sta confrontando atorvastatina calcio vs placebo in soggetti over 70 (http://www.staree.org.au), i cui risultati sono attesi per 2020. Nel frattempo, sarà opportuno decidere caso per caso, tenendo conto anche dei rischi e dei risultati dello studio ALLHAT-LLT, conclude Curfman.

Fonti e approfondimenti
Curfman F. Risks of Statin Therapy in Older Adults (Editor’s Note). Published online May 22, 2017. JAMA Intern Med. doi:10.1001/jamainternmed.2017.1457
Han  BH, Sutin  D, Williamson  JD,  et al.  Effect of statin treatment vs usual care on primary cardiovascular prevention among older adults: the ALLHAT-LLT randomized clinical trial  [published online May 22, 2017].  JAMA Intern Med. doi:10.1001/jamainternmed.2017.1442

BAL. Le statine nella prevenzione primaria, 16 novembre 2016.
Gurwitz JH et al. Statins for Primary Prevention in Older Adults. Uncertainty and the Need for More Evidence. JAMA. 2016;316(19):1971-1972. doi:10.1001/jama.2016.15212

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One thought on “Rischi e benefici delle statine nelle persone anziane”

  1. Rudy Benucci ha detto:

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